Elena Del Pozzo, chi sono i genitori della bimba trovata morta a Catania (1 di 2)

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Sono state ore di attesa per l’Italia. In tanti, sconvolti, si sono chiesti che fine avesse fatto la piccola Elena Del Pozzo, che avrebbe compiuto 5 anni a luglio. Un vortice di speranza, mista ad apprensione, ha preso il sopravvento, fino al tragico epilogo.

Il caso della bimba, di cui si erano perse le tracce ieri, lunedì 13 giugno 2022, a Tremestieri etneo, nel Catanese, si è chiuso nel peggiore dei modi e sempre nuovi, agghiaccianti dettagli continuano ad emergere, lasciando increduli gli italiani che hanno pregato a lungo che Elena potesse essere viva, da qualche parte.

Se fino a poco fa si parlava di rapimento, tutta la vicenda è stata rivista in un’altra ottica, davvero devastante. Ma procediamo con ordine e ripercorriamo le tappe salienti di questo caso che necessita di tanti chiarimenti, dato che tanti sono i punti interrogativi cui gli inquirenti stanno tentando di dare una risposta.

Ieri la madre, la 23enne Martina Patti, aveva sporto denuncia presso la tenenza di Mascalucia, descrivendo il presunto sequestro della figlioletta che, stando alle sue parole, sarebbe stata rapita. Intorno alle 16 di ieri, la Patti si sarebbe presentata in lacrime dai carabinieri, dicendo: “Hanno rapito la mia bambina. Eravamo appena usciti dall’asilo, poco dopo le 15. Hanno bloccato la mia auto, erano in tre incappucciati, uno con la pistola in mano”.

Le sue parole non hanno convinto gli inquirenti che, durante il lungo interrogatorio, hanno fatto pressioni sulla donna, andando avanti senza sosta dato che, sin da subito, sono emerse delle anomalie nei suo racconto tra cui il fatto che nessun testimone avesse assistito, in quel contesto, al rapimento della bambina, il fatto che non avrebbe subito chiamato aiuto sul posto, telefonando al 112 ma che si era recata a casa e solo in seguito, con i familiari, dai carabinieri, per presentare denuncia.