
Come si sa, Turetta è stato fermato nella notte tra sabato 18 e domenica 19 novembre vicino Lipsia, in Germania. Qui era giunto molto probabilmente dall’Austria, dove la sua vettura era stata notata da una telecamera.
Filippo è stato tradito proprio dalla legge tedesca, che impone di avere i fari dell’auto accesi in qualunque situazione, specie se si cammina di notte. Infatti il giovane si trovava in autostrada fermo sulla corsia di emergenza a fari spenti, e per questo è stato avvicinato da una pattuglia della polizia che ha chiesto spiegazioni al giovane.
Nei momenti successivi poi i poliziotti hanno riconosciuto la targa e il soggetto ricercato, per cui hanno proceduto a fermarlo e portarlo in commissariato. Adesso l’Italia chiederà l’estradizione di Turetta in modo che possa essere portato in Italia per avere il processo penale a cui sarà sottoposto.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro Antonio Tajani, il quale ha riferito che grazie al mandato europeo adesso le autorità italiane potranno ricevere in consegna in pochissimi giorni il ragazzo. Anche il legale della famiglia Cecchettin, Stefano Tigani, ha commentato l’arresto di Turetta: “La sensazione era che ci si potesse arrivare visto lo spiegamento di forze senza precedenti e ci speravo. Certo Giulia purtroppo non c’è più e non ce la riporterà indietro nessuno”.
“Bene. Se colpevole, nessuno sconto di pena e carcere a vita” – così ha invece commentato Matteo Salvini. Tra l’altro le telecamere avevano ripreso Turetta mentre faceva benzina presso una stazione di servizio e in quel frangente pare sia stato tradito da una banconota di 20 euro sporca di liquido organico.
Dagli esami effettuati sul corpo della ragazza, Filippo avrebbe colpito Giulia con circa una cinquantina di fendenti. Quando il ragazzo è stato avvicinato dagli agenti pare sia sembrato molto stanco e rassegnato, molto probabilmente non aveva neanche più i soldi per fare il pieno e forse continuare ancora la sua folle fuga.