Ecco chi è l’uomo che voleva uccider* Trump (2 / 2)

Quello che è accaduto durante il gala dei corrispondenti alla Casa Bianca, ospitato all’hotel Hilton di Washington, è stato un vero e proprio attacco armato. Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby, sparando diversi colpi e scatenando il caos tra gli oltre duemila presenti.
Secondo le prime ricostruzioni, gli spari sarebbero stati almeno quattro o sei, uditi chiaramente da chi si trovava all’interno della struttura.

L’intervento degli agenti del Secret Service è stato immediato: il presidente Donald Trump è stato evacuato in sicurezza insieme agli altri vertici istituzionali presenti all’evento. Durante l’affronto, un agente è stato colpito, ma il giubbotto antiproiettile ha evitato conseguenze gravi, permettendogli di salvarsi.

Il responsabile, descritto come un individuo dotato di  più armi e probabilmente intenzionato a togliere la vita, è stato rapidamente fermato e arrestato dalle forze dell’ordine. Le testimonianze raccontano momenti di puro panico: giornalisti e ospiti si sono rifugiati sotto i tavoli, mentre la sicurezza metteva in sicurezza l’area.

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Secondo le autorità, si tratterebbe di un “lupo solitario”, Cole Tomas Allen, 31enne della California, colpito da un agente,  anche se le indagini sono ancora in corso per chiarire movente e dinamiche precise del gesto.  L’evento, che rappresenta uno dei momenti simbolici del rapporto tra stampa e politica negli Stati Uniti, è stato immediatamente sospeso e poi cancellato.

Nonostante la gravità dell’accaduto, nessun alto funzionario è rimasto  coinvolto, e il presidente ha invitato alla calma, sottolineando la necessità di risolvere le tensioni politiche in modo pacifico. Resta però l’eco di una serata che avrebbe dovuto celebrare la libertà di informazione e che invece si è trasformata in uno dei momenti più drammatici degli ultimi tempi, destinato a far discutere ancora a lungo.