
Ora che il piccolo Domenico, purtroppo, è spirato, occorrerà che la Procura faccia luce su questo tremendo episodio che segna una delle pagine più buie della cronaca nazionale. Il padre del bimbo deceduto, ha tuonato: “Il professor Oppido adesso non lo voglio vedere manco da lontano. Sarà la magistratura a fare chiarezza, certo, ma preferisco non incontrarlo”. Ma chi è Guido Oppido, che ha operato il piccolo?
Caliendo, direttore del reparto di Cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite all’ospedale Monaldi di Napoli, vanta un lungo curriculum. Difatti è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università “La Sapienza” di Roma con il massimo dei voti, specializzandosi, poi, in cardiochirurgia, maturando la sua esperienza in importanti centri italiani e internazionali, inclusi fellowship negli Stati Uniti e all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.
Pare che questo medico di lungo corso, di origini calabresi e formazione “classica” , dopo aver aperto il cestello termico per estrarre il cuore nuovo per il piccolo Domenico, abbia dichiarato: “Questo cuore è duro come una pietra. Non farà mai un battito. Non ripartirà mai”. L’organo sarebbe stato posto in un barattolo di plastica, fornito su richiesta dell’équipe napoletana, insieme al ghiaccio secco per il trasporto e sarebbe stato proprio il ghiaccio secco, stando ad una ipotesi, a bruciarlo.

La seconda ipotesi ritiene che il danno al cuore sia stato fatto prima, n i 102 minuti trascorsi tra l’incisione e l’espianto ma sarà l’autopsia a dirci cosa è per davvero successo. Oppido viene accusato di aver dato l’ok all’espianto del cuore del piccolo Domenico, prima che quello nuovo fosse arrivato e ispezionato e pare che il cuore malato di Domenico era già stato asportato alle 14.18. L’ok dall’équipe proveniente da Bolzano sarebbe giunto alle 14.22, quindi circa 4 minuti dopo, cui ne vanno aggiunti altri 10 per arrivare in sala operatoria.
Domenico, per circa 15 minuti, sarebbe rimasto senza cuore.L’avvocato della famiglia del piccolo Domenico ha dichiarato: “Siamo sconcertati. Il dottor Oppido, che ha seguito ogni fase e orientato le decisioni cliniche, stamattina non era nemmeno presente in ospedale per manifestare cordoglio”. Sempre secondo l’avvocato, il chirurgo sarebbe stato rimosso dall’incarico ventiquattr’ore prima, ma la sua assenza nel giorno del decesso è stata interpretata come un segnale di distacco inaccettabile, chiosando: “Excusatio non petita, accusatio manifesta”.