Massimo Galletti, un uomo di 59 anni originario di San Benedetto del Tronto, è deceduto in Ucraina in circostanze ancora da chiarire mentre prestava assistenza come volontario. L’uomo, ex membro della Protezione Civile e appassionato di missioni umanitarie, si era recato in Ucraina per offrire supporto ai combattenti di Kiev, senza tuttavia prendere parte attiva agli scontri.
Il suo impegno, volto unicamente all’assistenza logistica e umanitaria, era nato dal desiderio di contribuire a quella che considerava una causa giusta, ma ha avuto un triste epilogo che ha lasciato sgomenti i suoi cari e la comunità che lo conosceva. Circa un mese prima della sua scomparsa, Galletti era rimasto gravemente colpito da granata, evento che lo aveva ridotto in coma in un ospedale di Kiev.
La famiglia, pur consapevole della pericolosità della missione intrapresa, ha appreso della sua condizione soltanto al momento del decesso, ricevendo la notizia della sua scomparsa come uno shock inatteso. Il ritardo nella comunicazione ha sollevato interrogativi sul modo in cui è stato gestito il suo caso e su eventuali discrepanze nelle informazioni fornite. Inizialmente, Galletti aveva partecipato a una missione al confine polacco-ucraino, dove era coinvolto in attività di assistenza per i profughi e il coordinamento degli aiuti umanitari.
Tuttavia, il suo spirito indipendente e il forte senso di solidarietà lo hanno spinto a proseguire autonomamente in Ucraina. Questa decisione ha suscitato preoccupazioni tra i familiari, poiché da quel momento non è più rientrato in Italia, scegliendo di continuare la sua missione direttamente sul territorio bellico.
Galletti aveva espresso posizioni nette sui social riguardo alla situazione geopolitica, dichiarandosi apertamente contro Vladimir Putin e a favore della Legione dei Foreign Fighters. Nonostante questo, i colleghi che lo conoscevano bene hanno escluso l’ipotesi che potesse aver preso parte agli scontri. La Digos ha avviato un’indagine per fare luce sulle dinamiche della scomparsa di Galletti, e ulteriori informazioni potranno emergere dal rimpatrio della salma e dall’autopsia.