Abramo, che vedete qui in foto, all’epoca dei fatti, nel giugno 2002, aveva solo 16 anni. Originario di Cagli, in provincia di Pesaro e Urbino, stava partecipando ad una gara tra scooter, su un tratto stradale fuori dal centro della sua cittadina. Uno dei due partecipanti lo ha colpito, mentre lui si trovava quasi fermo, a bordo di un altro mezzo, sul lato della strada.
Un impatto forte, il trasporto in ambulanza del 118 presso il reparto di rianimazione dell’ospedale di Urbino, in gravissime condizioni e il coma. E’ iniziato così l’incubo di Abramo che, sopravvissuto, ha deciso di raccontare a mezzo stampa la sua storia. I medici, quando lo schianto avvenne, comunicarono a suo padre e sua madre un’agghiacciante diagnosi: “Frattura completa dell’occipitale, con vari focolai in tutto l’encefalo”.
La madre del giovane chiesa alla figlia Patrizia di recarsi urgentemente a pregare presso il vicino convento dei Cappuccini per chiedere preghiere ai frati per il figlio. Padre Maurizio, oggi quasi centenario, all’epoca dei fatti rassicurò i familiari, dicendo alla ragazza che Padre Pio li avrebbe aiutati, consegnandole un santino del Frate di Pietrelcina. Patrizia riferì alla madre quello che padre Maurizio le aveva detto e la donna iniziò a pregare senza sosta.
Il primario disse alla donna che il giovane stava per essere trasferito ad Ancona per un intervento, necessario, dal momento che di miglioramenti a Urbino non ce n’erano, chiedendole di constatare lo stato del figlio di persona. Fu a quel punto che la mamma di Abramo, entrata nella sua stanza, lo vide aprire un occhio e si sentì pronunciare dal figlio queste parole: “Mamma, è un po’ che ti chiamo, perché non mi rispondi”.
La donna, pur raggelata, lo rassicurò, capendo subito che il risveglio dal coma era legato ad un evento soprannaturale, recandosi dal primario per avvisarlo che il figlio si era risvegliato. Durante il coma, Abramo aveva visto il frate che si recava da lui a fargli visita m, pur essendo le sue condizioni cliniche comunque gravi, il peggio era passato, essendosi risvegliato dal coma . Nel vedere il santino che padre Maurizio aveva regalato a sua sorella Patrizia, non ebbe dubbi. Senza alcuna esitazione, disse che il frate apparsogli in visione era proprio Padre Pio da giovane. Un mese dopo le dimissioni, la tac, quella che tempo addietro aveva dato una diagnosi raggelante, non mostrava più nulla. Abramo, nel ripercorrere la sua tremenda esperienza, oggi dichiara: “Quando sono tornato a casa ero lucido, appena sveglio riuscivo a rispondere ad ogni domanda” . Di tempo ne è passato da quel giugno 2022 ed oggi è un giovane rinato, con una fortissima fede.