"Due operazioni segrete" Papa Francesco, rompe il silenzio il Dr Alfieri (2 / 2)

Il professor Sergio Alfieri, chirurgo del Policlinico Gemelli che ha seguito Papa Francesco dal 2018, ha svelato i dettagli degli ultimi momenti del Pontefice, confermando il suo rifiuto di ogni accanimento terapeutico. L’ultimo loro incontro risale al sabato prima di Pasqua, quando Bergoglio, sorridendo, gli assicurò: “Sto molto bene”.

Pochi giorni dopo, il suo cuore si è fermato, nel pieno rispetto delle sue volontà: niente intubazione, niente terapie invasive. La volontà ultima del Pontefice era quella di evitare l’inutile accanimento terapeutico. Tutto iniziò nel 2018, quando Francesco convocò Alfieri a Santa Marta per una visita.

Due anni dopo, forti dolori addominali legati a una malattia diverticolare lo portarono a una decisione: un intervento al colon, da tenere assolutamente segreto. “Ho scelto lei, ma nessuno deve saperlo“, gli disse il Papa. L’operazione fu eseguita al Gemelli in grandissima riservatezza, tanto che, per evitare che trapelasse qualcosa, si parlò di un “capo di Stato”.

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Prima del bisturi, un gesto che commosse il chirurgo: “Mi benedisse le mani, come una consacrazione“. Francesco tornò al Gemelli nel 2021 per un secondo intervento, sempre in silenzio. Per lui, quell’ospedale non era solo una struttura medica: era un simbolo della sanità pubblica e della Chiesa al servizio dei meno fortunati.

Lo stesso impegno che lo spinse a salvare il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, con un finanziamento che unì fondi pubblici e la generosità di Leonardo Del Vecchio. Negli ultimi istanti, Francesco era in coma vigile, con gli occhi aperti. Il Pontefice aveva espresso il desiderio di spirare nella sua residenza a Santa Marta, evitando il ricovero in ospedale. Secondo il suo medico, dottor Alfieri, il Pontefice è stato colpito da un ictus fulminante che lo ha portato in coma rapidamente, senza più rispondere agli stimoli. Quando Alfieri lo ha raggiunto, Francesco era già incosciente.