L’iconico Gino Paoli si è lasciato andare ad una lunga intervista che abbiamo scelto di riprodurre, dal momento che le sue parole rappresentano un colpo al cuore per tutti (questa volta da intendersi in senso letterale, oltre che di pathos emotivo). L’artista ha dichiarato: “Non sentivo più niente. Le due donne più belle d’Italia, Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli, erano innamorate di me. In garage avevo una Porsche, una Ferrari e una Flaminia Touring. Cos’altro potevo avere? Volevo vedere cosa c’era dall’altra parte”.
A cosa si riferisce? Ad un fatto che ha segnato fortemente la sua vita, il tentativo di gesto estremo. Paoli provò a togliersi la vita l’11 luglio 1963, come da lui stesso svariate volte ripercorso e, da ultimo, al Corriere della Sera: “Provo con i barbiturici, il Nembutal, annaffiati con il calvados, ma non mi fanno niente. Penso di gettarmi di sotto; ma non voglio dare a mia madre la tristezza di vedere un figlio straziato. Mi ricordo di avere due pistole. Faccio le prove sparando con la Derringer calibro 5 dentro un libro bello spesso, e vedo che il entra in profondità. Così mi corico sul letto, e mi sparo. Non alla testa. Al cuore”.
Il colpo miracolosamente si è fermato nel pericardio, dove si trova ancora oggi, vicino al suo cuore, sebbene ci sia un’altra versione in giro, legata al tentativo di gesto estremo di Paoli, fortunatamente non andato a buon fine, dal momento che l’artista ha modo solo di raccontare quel brutto ricordo.
Stando ad essa, si sparò perché aveva scoperto il tradimento Luigi Tenco e Stefania Sandrelli. Gino Paoli, anche su questo punto, controbattendo prontamente, ha detto: “Quello accadde dopo. Luigi mi telefonò: “Sono a letto con Stefania”. La presi malissimo e ruppi con entrambi. Se non l’avessi fatto, lui sarebbe ancora vivo. Quella sua telefonata non nasceva da una vanteria maschile, ma da un senso di protezione. Tenco era legatissimo alla mia prima moglie, Anna. Era il suo modo di dirmi che Stefania non era la donna giusta per me».
Tornando al motivo del tentato gesto estremo, nel corso degli anni, perché di tempo ne è passato dal lontano 1963, sono state fatte diverse dichiarazioni, un suo caro amico, Arnaldo Bagnasco, era convinto che fosse depresso per il sinistro stradale in cui era deceduto un giovane musicista, mentre Gino è convinto che il vero motivo del suo gesto sia stato la guerra. Paoli è cresciuto con i nazisti che lasciavano Genova senza distruggerla, per cui ha imparato a difendersi, tirando a boxe. Un racconto non certo facile per l’artista, che si è messo nuovamente a nudo su un periodo buio della sua vita…. periodo finalmente superato.