Proseguono le indagini sul ritrovamento di una donna e una bambina di pochi mesi, entrambe senza vita, avvenuto sabato pomeriggio a Villa Pamphili, nel cuore verde della Capitale. I due corpi, probabilmente appartenenti a madre e figlia originarie dell’Est Europa, sono stati trovati a circa 200 metri di distanza l’uno dall’altro, nascosti tra la vegetazione e coperti da sacchi di plastica.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per duplice delitto. Il pubblico ministero Antonio Verdi e il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini coordinano le indagini, che si concentrano ora su un uomo visto insieme alle due all’interno del parco. Diversi testimoni hanno infatti riferito di averlo notato aggirarsi in compagnia della donna e della bambina nei giorni precedenti al ritrovamento.
L’esame autoptico, eseguito sabato sera, ha escluso segni evidenti di violenza sul corpo della donna, mentre sul corpo della bambina è stato riscontrato un possibile trauma alla testa. Non si esclude che il decesso della donna sia avvenuto diverse ore prima rispetto a quello della piccola, forse per un malore o un’intossicazione da verificare attraverso gli esami tossicologici già disposti.
Gli investigatori sono al lavoro anche sull’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza nei dintorni del parco e sulle impronte digitali rilevate sui materiali rinvenuti accanto ai corpi. Una parziale impronta sarebbe già stata isolata, ma al momento non ci sarebbero riscontri nella banca dati della polizia.
Secondo una prima ipotesi, l’uomo ricercato potrebbe aver trascorso diverso tempo con la bambina prima di allontanarsi, lasciandola a distanza dal corpo della donna. Le alte temperature degli ultimi giorni rendono complessa la stima esatta dell’ora del decesso. Intanto si attendono gli esiti del Dna per confermare l’identità dei due corpi.