Dramma in discoteca, almeno 20 ragazzi morti: “Accasciati al suolo all’improvviso” (1 di 2)

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Dopo un lungo periodo di stop, di chiusura legata alle restrizioni Covid, le discoteche, così come molti altri luoghi pubblici, hanno riaperto i battenti per la gioia degli amanti dei balli e della musica.

In Italia, la riapertura è stata fatta nel rispetto di determinate regole: l’obbligo della mascherina, da tenere sul viso in ogni momento, tranne che per consumare cibi e bevande, l’osservanza della distanza di almeno 2 metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo, l’organizzazione di percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.

A queste regole primarie, se ne aggiungono altre come la verifica dell’efficacia degli impianti al fine di garantire l‘adeguatezza delle portate di aria esterna, assicurandosi che venga svolta una regolare pulizia dei filtri dell’aria di ricircolo in modo da assicurare dei livelli di filtrazione-rimozione adeguati.

Insomma, il Covid, oltre a segnare profondamente le nostre vite, che volente o nolente si sono trovate a fare i conti con un drastico stravolgimento delle abitudini sociali, dovrebbe (dico dovrebbe) averci portato a riflettere su quanto preziosa sia la vita.

Preservarla dal virus, dai contagi che, in moltissimi casi, sono sfociati in decessi, è stato l’obiettivo della campagna vaccinale, seppur con non poche polemiche tra pro vax e no vax.