Dopo oltre 4 ore di interrogatorio arriva la conferma dalla cugina di De Vita (2 / 2)

Il clima attorno all’inchiesta resta teso ma estremamente riservato, con gli investigatori che continuano a muoversi con cautela per ricostruire ogni passaggio della vicenda. L’attenzione resta alta soprattutto sulle testimonianze raccolte nelle ultime settimane, considerate fondamentali per delineare un quadro più preciso dei rapporti familiari.

Al centro dell’ultimo aggiornamento investigativo c’è l’audizione di Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara. La donna, 40 anni e insegnante di sostegno, è stata sentita come persona informata sui fatti per un periodo complessivo di circa quattro ore, dalle 15.30 alle 19.30, negli uffici della Questura. Secondo quanto riferito da ambienti investigativi, l’audizione avrebbe confermato la sostanziale coerenza delle ricostruzioni fornite dai familiari già ascoltati in precedenza.

La testimonianza di Laura Di Vita si inserisce in un percorso di approfondimento che vede coinvolti diversi membri della famiglia. Nei giorni scorsi, infatti, erano già stati ascoltati Gianni Di Vita e la figlia maggiore della coppia, con l’obiettivo di chiarire i legami interni e le dinamiche quotidiane. Le dichiarazioni raccolte finora sarebbero risultate compatibili tra loro, anche se gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulle valutazioni in corso.

Parallelamente prosegue l’analisi degli elementi legati alle cause del decesso di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara. Le ipotesi investigative fanno riferimento a un possibile avvelenamento da ricina, una sostanza altamente tossica per la quale sono ancora attesi gli esiti definitivi degli esami tossicologici condotti dal Centro Antiveleni di Pavia e delle autopsie disposte dall’autorità giudiziaria.

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Secondo quanto emerso da indiscrezioni non ufficiali, nelle tracce ematiche e su alcuni reperti relativi alle due malcapitate sarebbero state rilevate tracce della sostanza, mentre il marito sarebbe risultato negativo. Restano tuttavia aperti numerosi interrogativi, anche in relazione alla dinamica temporale dei sintomi e alle condizioni in cui si sarebbe svolta la cena del 23 dicembre, elemento chiave dell’inchiesta.

Gli investigatori non escludono nuovi accertamenti tecnici e ulteriori sopralluoghi nell’abitazione della famiglia, già posta sotto sequestro nelle scorse settimane. L’obiettivo è quello di ricostruire con precisione ogni dettaglio utile a chiarire una vicenda complessa, su cui resta ancora molto da definire.