In queste ore così concitate, le forze dell’ordine hanno il gravoso compito di far luce su cosa è accaduto a Villa Pamphili, divenuta teatro del ritrovamento dei corpi di una donna e di una neonata. I poliziotti hanno raccolto la testimonianza di un gruppo di ragazzi che si trovava nel parco poche ore prima del macabro ritrovamento dei corpi della donna e della neonata. Hanno raccontato di aver visto un uomo aggirarsi nella zona con in braccio un “fagotto”, che poteva contenere il corpicino della piccola, di età compresa tra i cinque e i dieci mesi.
Chi frequenta la villa, ha raccontato agli inquirenti di aver visto, anche nei giorni precedenti, una donna insieme a una bambina molto piccola, in compagnia di un uomo, attorno al quale ora si è ristretta l’attenzione delle forze dell’ordine e di chi si sta occupando del caso.
Pare che i tre vivessero in una tende nascosta tra la vegetazione, accampati da tre settimane e forse, stando alle testimonianze, i due avevano una relazione e la donna potrebbe essere la madre della piccola.
Dalle prime risultanze, pare che entrambe siano originarie dell’Est Europa, ma occorre, per confermare la parentela, effettuare l’esame del dna. La donna non avrebbe subito violenza e sul suo corpo non ci sono tracce di segni da fuoco o da taglio mentre per la piccola occorre attendere i risultati dei tossicologici.
Sulla base dell’avanzato stato di decomposizione del corpo, pare che la donna sia spirata molto prima rispetto a quello della bambina. L’ipotesi più accreditata è che i due corpi siano stati trasportati a mano e posizionati lì con cura. Ma chi può aver trasportato un corpo di 50 chili di peso, senza farsene accorgere? E’ quest’uomo, attualmente ricercato, il principale indiziato.