Donatella Miccoli, l’ultimo messaggio prima di essere uccisa dal marito (1 di 2)

Ascolta questo articolo

C’è una piaga che sta dilaniando l’Italia: quella del femminicidio. E la lista delle donne uccise si allunga sempre più, trattandosi di una vera e propria mattanza. Purtroppo, nonostante le campagne di sensibilizzazione e l’attenzione dei media sul tema, i numeri non si abbassano.

Sono in tante le donne che dichiarano di aver paura per la propria vita e in tante quelle che, soprattutto negli ultimi tempi, riescono a trovare il coraggio di interrompere l’escalation di violenze fisiche e verbali che potrebbero condurre all’uccisione, chiudendo la loro tossica relazione.

Sono in tante le donne umiliate, torturate, stuprate, sfregiate con l’acido in modo che nessuno, se non il carnefice, possa poter più godere della loro bellezza. Ci sono donne accoltellate, fatte a pezzi e gettate in dirupi in sacchi della spazzatura, donne uccise nel sonno.

E i carnefici? Gli orchi? Spesso si nascondono proprio all’interno delle mura domestiche perché, come le statistiche ci indicano, ad uccidere una donna è molto spesso un compagno, un ex o un parente stretto, per le motivazioni più disparate. La psicologia, peraltro, insegna che non esiste un solo profilo di aggressore, ma si va dal soggetto più pragmatico, a quello che, difficilmente, riesce a controllare gli impulsi, sino al soggetto ossessivo che deve tenere tutto sotto controllo, sino al sadico.

La cronaca nera italiana, nelle scorse ore, ci ha consegnato l’ennesimo caso di femminicidio-suicidio, accaduto nel Sud Italia, a Novoli, in provincia di Lecce. La vittima, l’ennesima donna uccisa, è Donatella Miccoli, una bellissima 38enne, accoltellata a morte nella sua camera da letto dal marito, suo coetaneo, Matteo Verdesca.