In un’epoca in cui la normalità appariva come un velo rassicurante su una provincia italiana silenziosa, nulla lasciava presagire la tempesta imminente.
Tra le strade ordinate di Novi Ligure, la quotidianità scorreva pigra, scandita da abitudini consolidate che proteggevano le mura delle villette a schiera.Dietro la facciata di una famiglia apparentemente perfetta, si stava però consumando un distacco silenzioso e inquietante.
Due adolescenti, lontani dagli stereotipi della marginalità, stavano coltivando un legame che andava oltre la semplice complicità giovanile, scivolando in una dimensione oscura.Il quartiere Lodolino, immerso nella quiete di una serata di febbraio, divenne improvvisamente il teatro di un incubo a occhi aperti.

Nessuno dei vicini avrebbe mai potuto immaginare che, all’interno di quella casa, si stesse preparando un’azione tanto estrema quanto calcolata.Il silenzio della sera fu squarciato dalle grida, mentre la stabilità di un intero nucleo familiare veniva spazzata via in pochi, interminabili istanti di puro te*rore. All’improvviso, quella che sembrava una zona sicura si trasformò in un perimetro di emergenza vitale, lasciando la comunità nello sconcerto.
Mentre i soccorsi si affrettavano verso il luogo dell’evento, una giovane ragazza emergeva dall’ombra con una narrazione che parlava di estranei e di un’a*gressione inspiegabile. Il suo racconto, inizialmente accolto con pietà, cominciò presto a mostrare le prime, sottili crepe di verità.Gli inquirenti si trovarono davanti a una scena che sfidava ogni logica, dove il segno lasciato dal passaggio della v*olenza era troppo profondo per essere ignorato. Tuttavia, dietro le lacrime della protagonista, si celava un colpo di scena che avrebbe cambiato per sempre la cronaca italiana.