
Con il passare delle ore, il quadro della vicenda inizia a delinearsi con maggiore precisione. Secondo le ricostruzioni investigative, l’episodio sarebbe nato da un richiamo rivolto a un gruppo di giovani che stava causando disturbo nei pressi di un negozio, lanciando oggetti contro una vetrina.
La situazione sarebbe rapidamente degenerata, trasformandosi in una violenta aggressione di gruppo. Giacomo Bongiorni, 47 anni, sarebbe intervenuto insieme ad altri per cercare di fermare il comportamento dei ragazzi, ma la reazione del gruppo si sarebbe rivelata improvvisamente furiosa.
Secondo quanto riportato dagli inquirenti, l’uomo sarebbe stato circondato e colpito ripetutamente da più persone. Le testimonianze parlano di una violenza prolungata, interrotta solo quando il 47enne era già a terra e priva di sensi. Le immagini delle telecamere di sorveglianza stanno giocando un ruolo fondamentale nella ricostruzione della dinamica. Tre minorenni e due maggiorenni, il 23enne Ionut Alexandru Miron e il 19enne Eduard Alin Carutasu, sono finiti in cella con un provvedimento della magistratura.

Il padre di un 19enne, tra i ragazzi indagati per il delitto di Giacomo Bongiorni, ha dichiarato: “Siamo distrutti, non doveva finire così ma i ragazzi son stati colpiti e si sono difesi”. “Da quello che sappiamo noi, anche i ragazzi sono stati aggrediti e si sono difesi. Non doveva assolutamente finire così. È un dramm a. Perché Alin è bravo, non è un criminal*. Siamo una famiglia di lavoratori. Siamo disperati, la nostra vita è rovinata”, ha dichiarato l’uomo a La Stampa, proponendosi anche di “pagare una borsa di studio ai figli del signor Bongiorni”. Il 19enne è figlio di un imprenditore edile di origine romena che da 25 anni è in Italia. Il giovane è nato e cresciuto in Toscana e vive coi genitori nell’abitazione di famiglia dove è stato raggiunto arrestato e condotto in cella.
La Procura ha disposto ulteriori accertamenti, compresa l’autopsia, per determinare con esattezza le cause del decesso e il colpo decisivo. Nel frattempo, la comunità di Massa si prepara a una fiaccolata in ricordo del povero Giacomo, mentre crescono le lacrime e la richiesta di giustizia. Una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e che ora attende le risposte definitive della magistratura.