Del Debbio, caos in diretta tv: costrette ad intervenire le forze dell’ordine (2 / 2)

Lo studio di un programma trasmesso in diretta televisiva nasconde imprevisti non da poco, proprio come quello consumatosi nella puntata di ieri sera che ha lasciato senza parole lo studio e i telespettatori.

Paolo Del Debbio, durante l’ultima puntata di Dritto e Rovescio , ha bloccato senza esitazione l’intervista a un uomo di religione islamica, un negoziante, interrogato sul delicato tema dell’Islam e dellaviolenza sulle donne, prendendo spunto da un passo delCorano, Capitolo IV-Versetto 34, in cui viene specificato: “Le donne virtuose sono le devote…Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non cercate pretesti per vessarle”.

Quest’ultimo, con estrema freddezza, aveva appena dichiarato che “se la moglie fa qualcosa di male, puoi picchiarla”, scatenando l’immediata indignazione del giornalista e del web.Del Debbio, visibilmente scosso dalla gravità delle affermazioni, ha troncato il collegamento rivolgendosi direttamente alle autorità.

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Il conduttore ha lanciato un appello pubblico affinché l’individuo venga perseguito a norma di legge, sottolineando come tali istigazioni alla violenza domestica non possano trovare alcuno spazio nel panorama civile italiano.L’episodio ha sollevato un’ondata di polemiche sui social, dove il video della lite è diventato virale in pochi minuti. Le parole del 44enne intervistato sono state giudicate inammissibili, portando molti a chiedere interventi ancora più severi contro chi propaga simili modelli di comportamento basati sull’affrontofisico.Mentre il dibattito siincendiava, è emerso con chiarezza il ruolo delle istituzioni.

Molti esponenti politici hanno espresso solidarietà al conduttore, chiedendo che le Forze dell’Ordine verifichino i presupposti per una denuncia formale per istigazione a delinquere.Il caso resta ora nelle mani della magistratura, mentre l’opinione pubblica riflette sulla necessità di non abbassare mai la guardia contro ogni forma diaffrontoalla dignità e all’integrità delle donne, anche quando mascherata da precetto culturale.