Il carcinoma renale è una neoplasia a rapida crescita i cui sintomi, purtroppo, iniziano a manifestarsi quando la neoplasia è già ad uno stadio medio/avanzato, ossia quando la massa tumorale ha raggiunto già determinate dimensioni. Tra i sintomi cui prestare attenzione, ricorrendo immediatamente al medico per un’indagine accurata troviamo: l’ematuria, ossia il sangue nelle urine che hanno un colore tendente al rosso o al marrone scuro; la sensazione di una protuberanza o un rigonfiamento sul fianco dove risiede il rene interessato.
Tra i campanelli d’allarme della patologia, come riportato su diversi siti scientifici, troviamo: forte dolore a livello del fianco dove risiede il rene malato; un’inspiegabile perdita di appetito associata a una riduzione del peso corporeo; f ebbre prolungata; senso di fatica ricorrente; anemia; senso di malessere generale; sudorazione notturna; ipertensione; presenza di edema a livello delle anche e/o delle gambe.
In uno stadio avanzato, la neoplasia al rene può infiltrarsi nei tessuti limitrofi e diffondere metastasi in svariati organi del corpo, come ad esempio i polmoni e le ossa. Il 6 maggio, la scrittrice Michela Murgia ha rilasciato al Corriere della Sera una lunga intervista in cui, per la prima volta, ha dichiarato di avere una neoplasia al rene al quarto stadio, aggiungendo che le restavano pochi mesi di vita. “Dal quarto stadio non si torna indietro”.
Queste le parole che più sono rimaste impresse di quell’intervista e, in effetti, Michela ha avuto ragione, dato che pochi mesi dopo, ieri, nella notte di San Lorenzo, se n’è andata per sempre. Pur non essendo una neoplasia frequente, i sintomi sono aspecifici e possono essere sottovalutati o confusi con altre condizioni come la calcolosi renale. Proprio per questo motivo, la scoperta della patologia avviene, spesso, per caso e quando il brutto male è già avanzato all’interno dell’organismo.
Circa il 25% dei pazienti è metastatico già al momento della diagnosi, ossia la neoplasia è stata individuata già al quarto stadio, mentre un altro 25% ha recidive e progredisce dopo la chirurgia radicale. Il carcinoma renale, che colpisce le cellule che rivestono l’interno delle formazioni tubolari nei reni, il cui compito è filtrare il sangue e trattenere le sostanze di rifiuto prodotte dall’organismo, non ha lasciato scampo alla povera Michela. Come noto, la classificazione in stadi, consente di determinare la prognosi e il metodo di intervento. Se al primo stadio la neoplasia è confinata, nel quarto, quello della Murgia per intenderci, le possibilità di sopravvivenza sono davvero limitate e la prognosi fortemente compromessa.