
Il cuore della vicenda giudiziaria riguarda la scomparsa di Lorenzo Grignani, il giovane che ha perso la vita in un tremendo sinistro stradale avvenuto tra Via Spluga e Via Santa Maria a Olginate, mentre tornava da una sessione di allenamenti a Lecco, il 24 gennaio dello scorso anno.
Il sinistro stradale che ha visto coinvolto il ragazzo mentre si trovava in sella alla sua motocicletta, colpito da un suv, è stato il punto di inizio di un calvario legale giunto ormai alle battute conclusive. A pochi giorni dalla sentenza definitiva, la madre Barbara ha scelto di rompere il riserbo con una lettera che ripercorre l’anno trascorso senza il figlio. Nelle sue parole emerge il ritratto di un legame spezzato da un’azione che oggi la giustizia deve valutare, pesando le responsabilità dell’altro conducente coinvolto nello scontro.
Il processo, svoltosi presso il tribunale di Lecco, ha cercato di ricostruire la dinamica di quel pomeriggio, analizzando le perizie tecniche e le testimonianze raccolte sul luogo della macchia sull’asfalto. Gli avvocati hanno discusso a lungo sulle manovre effettuate dai veicoli, cercando di stabilire la verità su quei secondi che hanno deciso il destino di Lorenzo.

Mentre la famiglia attende che il giudice si pronunci, la lettera di Barbara sottolinea come nessuna decisione giudiziaria potrà mai restituire la presenza fisica del giovane. Tuttavia, la richiesta di giustizia rimane ferma, non come atto di vendetta, ma come necessario riconoscimento della gravità di quanto accaduto in quel tratto di strada.
L’intera comunità attende ora il verdetto per l’imputato, accusato di delitto stradale, in un clima di profonda commozione. La conclusione del procedimento rappresenterà un punto di svolta formale, ma la testimonianza della madre resterà come il monito più alto sulla fragilità della vita e sul valore infinito del ricordo.