I botti di Capodanno rappresentano ogni anno un serio pericolo per la sicurezza delle persone. Petardi, fuochi d’artificio e ordigni artigianali possono causare danni irreparabili sia all’ambiente che all’incolumità delle persone. Spesso gli incidenti avvengono per un uso improprio dei materiali pirotecnici, per la loro scarsa qualità o per la sottovalutazione dei rischi, soprattutto quando vengono maneggiati in ambienti affollati o in stato di alterazione dovuto ad alcol e festeggiamenti.
Durante la notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, Bruno Savoia è rimasto gravemente ferito nella deflagrazione di un petardo artigianale che aveva acceso nel cortile del palazzo dove viveva con la compagna e alcuni amici per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Le condizioni di Savoia dopo l’accaduto sono apparse da subito critiche.
Soccorso inizialmente dagli amici presenti, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso e ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Andrea di Vercelli. I medici si sono subito resi conto della gravità della situazione, e nonostante un delicato intervento chirurgico non sia stato possibile ricostruire l’arto perduto.

Dopo oltre due settimane di agonia, purtroppo la situazione clinica di Savoia è peggiorata progressivamente e l’uomo è deceduto la mattina del 18 gennaio 2026 presso lo stesso ospedale dove era stato ricoverato fin dal giorno di Capodanno.
La Procura locale sta valutando l’eventuale esame autoptico e le indagini dei carabinieri proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e chiarire eventuali responsabilità. Dal racconto della moglie di quei minuti fatali, emerge una circostanza ora al vaglio degli inquirenti. La donna denuncia il ritardo nei soccorsi e… Continua nella seconda pagina.