
La notizia della scomparsa di Claudio Sterpin, l’amico “speciale” di Liliana Resinovich, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e chi, come Sergio Resinovich, ha condiviso con lui la battaglia per far luce sulla morte della donna. Sterpin è mancato all’età di 85 anni, portando con sé un bagaglio di dichiarazioni che, come sottolineato dal fratello di Liliana, non sono mai state smentite dai fatti.
L’uomo è stato una figura centrale nel giallo di Trieste, sostenendo con forza l’ipotesi che Liliana non si fosse tolta la vita, ma fosse rimasta coinvolta in una azione violenta. Il suo ruolo di testimone chiave era basato sulla relazione che, secondo il suo racconto, avrebbe dovuto portare Liliana a iniziare una nuova vita proprio con lui.
Sergio Resinovich, profondamente colpito dall’evento, ha espresso il suo rammarico per il fatto che Claudio se ne sia andato prima di poter vedere la conclusione dell’inchiesta. “Ha sempre seguito la sua strada e le sue dichiarazioni mai state smentite, purtroppo se ne è andato prima”, ha dichiarato il fratello della donna, evidenziando il legame di stima che si era creato tra i due nel nome della ricerca di giustizia.

Nonostante l’età avanzata, Sterpin aveva continuato a partecipare a trasmissioni televisive e a rilasciare interviste, mantenendo alta l’attenzione sul caso della 63enne ritrovata nel parco dell’ex Ospedale Psichiatrico di San Giovanni. La sua determinazione era diventata un simbolo per chi rifiutava la tesi del gesto estremo.
Ora che la voce di Sterpin si è spenta, l’attenzione si sposta nuovamente sulle indagini coordinate dalla Procura di Trieste, che dovrà fare i conti con l’assenza di uno dei suoi testimoni più discussi e tenaci. La ricerca della verità sulla fine di Liliana prosegue, segnata dal ricordo di un uomo che non ha mai smesso di chiederla.