Deceduti per Botulino, l’autopsia sul corpo delle vittime (2 / 2)

Proseguono senza sosta le indagini sulla grave intossicazione da botulino che ha colpito la Calabria, causando due decessi e numerosi ricoveri. Al centro delle verifiche, le autopsie su Luigi Di Sarno, 52 anni di Cercola, e Tamara D’Acunto, 45 anni, entrambi deceduti dopo aver consumato panini contaminati.

Le autopsie, programmate per il 12 agosto, saranno eseguite da un collegio di medici nominato dalla Procura di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi. L’esame post mortem è un passaggio cruciale per chiarire con precisione le cause del decesso e accertare il ruolo del botulino nei decessi.

Saranno inoltre effettuati approfondimenti sui tessuti per rilevare la presenza della tossina botulinica e per valutare eventuali altre concause patologiche. I risultati aiuteranno a confermare la dinamica degli eventi e a fornire elementi determinanti per l’inchiesta. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati nove persone: il venditore ambulante che ha commercializzato i panini, tre responsabili delle aziende produttrici degli alimenti contaminati, e cinque medici delle strutture sanitarie che hanno in cura Di Sarno e D’Acunto.

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Nei confronti degli indagati si ipotizzano i reati di delitto colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Proprio per valutare eventuali ritardi o omissioni nella diagnosi e nella cura, la Procura ha sequestrato le cartelle cliniche. I medici saranno ascoltati per chiarire se è stata garantita la tempestività necessaria nella gestione dei pazienti.

Intanto, 14 persone rimangono ricoverate a Cosenza, sei delle quali in rianimazione. Le condizioni sono stabili, ma i medici sono pronti a somministrare il siero anti botulino qualora la situazione dovesse aggravarsi. Le analisi microbiologiche, condotte dal Nas e dall’Asp di Cosenza, proseguiranno parallelamente per individuare la fonte esatta della contaminazione.