Crisi Medio Oriente, incontro tra Mattarella-Meloni: le parole che non avremmo mai voluto sentire dire (2 / 2)

La crisi in Medio Oriente è arrivata al centro dell’agenda delle istituzioni italiane. Nelle ultime ore al Quirinale si sono svolti incontri ravvicinati tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alcuni membri chiave del governo, con l’obiettivo di fare il punto sugli sviluppi del quadro internazionale e sulle possibili ripercussioni per l’Europa e il Mediterraneo.

Nella serata di mercoledì il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato il capo dello Stato per un colloquio durato circa venti minuti. Al centro del confronto gli aggiornamenti sugli scenari di sicurezza e le iniziative diplomatiche in corso. Poco dopo è arrivata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per un faccia a faccia riservato con Mattarella.

I due incontri, avvenuti a breve distanza l’uno dall’altro, indicano il livello di attenzione con cui il governo sta seguendo l’evoluzione della situazione. Secondo quanto filtra da fonti istituzionali, la fase attuale viene considerata particolarmente delicata. L’escalation registrata nelle ultime settimane, con operazioni militari che hanno coinvolto Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha contribuito ad aumentare il livello di incertezza geopolitica nell’area.

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Per i governi europei si tratta di una dinamica da monitorare con attenzione, anche per le possibili conseguenze sul Mediterraneo. Il clima di allerta si riflette anche nell’attività parlamentare. Nelle scorse ore ai deputati di Fratelli d’Italia è stato inviato un messaggio con l’invito a restare a Roma in vista di possibili votazioni o comunicazioni urgenti in Aula. Una richiesta legata alla rapidità con cui stanno cambiando gli scenari internazionali e alla necessità di mantenere il Parlamento pronto a intervenire.

Nel frattempo il governo valuta anche alcune opzioni operative sul piano della sicurezza. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbero il possibile impiego di sistemi di difesa aerea Samp-T e l’eventuale invio di una fregata della Marina militare nel Mediterraneo orientale, in coordinamento con gli alleati della NATO. Le decisioni finali, spiegano fonti dell’esecutivo, dipenderanno dall’evoluzione della crisi e dalle valutazioni politiche delle prossime ore.