Paolo Crepet, ospite di Tagadà su La7, è tornato a parlare di uno dei temi più discussi: i giovani e le loro difficoltà. In particolare, si è concentrato sull’involuzione della scuola e dell’eccessiva protezione dei genitori, i veri colpevoli del disagio giovanile. Ha preso come esempio l’esperienza di una famiglia italiana in Olanda, dove i bambini, privi di cellulari, sono coinvolti in attività stimolanti come dipingere e cucinare.
In Italia, secondo Crepet, questo sarebbe impensabile, citando un episodio in una scuola genovese dove adulti si contendevano la responsabilità di tagliare la carne ai bambini. “I bambini devono imparare a sbagliare, anche nel tagliare una fettina. Devono sperimentare, capire da soli cosa funziona e cosa no, senza l’intervento costante di adulti”, ha sottolineato il noto psichiatra.
Per Crepet, questo atteggiamento limita l’autonomia e la capacità di apprendere dai propri errori. Ha anche discusso il ruolo invadente della tecnologia e dei genitori, sostenendo l’importanza dell’interazione reale. Infatti, sarebbe fondamentale per i giovani d’oggi di cercare la propria identità, senza dogmi o ideologie dominanti, paragonandola alla libertà delle comuni degli anni ’60.
Anche la scuola, spiega, ha perso la sua autorità, con insegnanti intimoriti e studenti che dettano legge, mentre genitori intervengono a difesa dei figli senza rispetto per l’istituzione scolastica. “I professori che sento o che mi scrivono, quei pochi che ancora hanno amore per la loro professione, mi dicono che sono imbarazzati, intimoriti perfino atterriti perché hanno paura di fare qualsiasi cosa. Perché vengono emarginati, derisi, diventano oggetto di violenza. Anche nella scuola materna i bambini sono abituati a comandare…”, ha concluso Crepet.
Secondo il noto psichiatra, la famiglia tradizionale è scomparsa: molti genitori, cresciuti senza limiti, faticano a metterne per i propri figli, creando giovani fragili e privi di riferimenti. Occorrerà ritrovare al più presto questi punti di riferimento fondamentali per la crescita dei minori se si vorrà invertire questo andazzo.