
Le autorità, guidate dal lavoro incessante dei soccorritori e degli inquirenti, hanno iniziato a ricostruire i tasselli di una vicenda che vede Jessica Moretti al centro di pesanti accuse.
La frase da lei pronunciata — “Poca gente nel locale…” — è ora al vaglio degli investigatori per capire se possa celare una consapevolezza inquietante su quanto stava per accadere.Il rogo, che ha infiammatoil cuore di Crans-Montana, ha lasciato dietro di sé danni incalcolabili e un profondo senso di smarrimento.
I Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine hanno lavorato per ore per mettere in sicurezza l’area e raccogliere prove fondamentali per definire le responsabilità di questo affronto ambientale e umano. Secondo le ultime indiscrezioni, la posizione della donna si sarebbe aggravata a causa di alcune incongruenze riscontrate nelle sue deposizioni iniziali.

Gli inquirenti stanno analizzando ogni movimento compiuto nei momenti precedenti all’azione violenta del fuoco, cercando conferme a un’ipotesi che la vedrebbe direttamente coinvolta nella genesi della mattanza. L’opinione pubblica segue con il fiato sospeso l’evoluzione del caso, mentre si attendono i risultati delle perizie tecniche sulla struttura.
Quello che inizialmente sembrava un imprevisto sta assumendo i contorni di un episodio di cronaca dai tratti sempre più inquietanti, con la Moretti ora ufficialmente nei guai.La comunità attende risposte concrete, mentre il segno lasciato da quella notte continua a bruciare nella memoria collettiva. La risoluzione del caso appare vicina, ma le ferite inferte a uno dei simboli del turismo alpino richiederanno molto tempo per essere sanate.