
Un segnale di speranza arriva dall’ospedale Niguarda di Milano, dove è ricoverato Manfredi Marcucci, il sedicenne romano coinvolto nell’incendio in Svizzera. Dopo due settimane di coma farmacologico, il giovane ha iniziato a rispondere agli stimoli, aprendo un nuovo capitolo in un percorso di guarigione ancora lungo e incerto.
La sua storia è legata all’episodio che ha coinvolto un gruppo di studenti in gita scolastica, un evento che ha lasciato una profonda tristezza nella comunità. Tra le persone colpite c’è anche un suo compagno, Riccardo Minghetti, una perdita che rappresenta un peso aggiuntivo per chi è accanto a Manfredi in questo momento. Le condizioni del ragazzo restano molto serie.
Trasferito d’urgenza a Milano, è stato sottoposto a cure intensive per le gravi conseguenze fisiche riportate. I medici hanno recentemente proceduto a estubarlo, spostandolo in un’area specializzata. È qui che sono arrivate le prime, significative reazioni: l’apertura degli occhi, il tentativo di parlare, il riconoscimento dei genitori. Le sue prime parole hanno rivelato una memoria ancora frammentaria. “Posso andare in gita con la scuola? E i miei amici dove sono?”, ha chiesto.

La sua famiglia, in accordo con gli specialisti, ha scelto di concentrarsi sul sostegno alla ripresa, rimandando il momento in cui dovrà affrontare l’intera verità. Il supporto psicologico sarà fondamentale nei prossimi mesi. Per ora, la priorità rimane la stabilizzazione delle sue condizioni. I trattamenti chirurgici per le ustioni sono temporaneamente in pausa per consentire all’organismo di riprendere forza.
Il ragazzo riceve terapie per alleviare il disagio e viene assistito con una mascherina per sostenere la respirazione, mentre il personale sanitario monitora ogni minimo progresso. Ogni piccolo passo, come un movimento o una parola, viene accolto come un traguardo importante.