
Resta però un interrogativo sospeso: quale verità si cela dietro l’ultimo compito che è stato affidato alla giovane cameriera prima che il fumo avvolgesse ogni cosa?
Le indagini condotte dalle autorità del Canton Vallese hanno finalmente restituito dignità alla memoria di Cyane Panine, smentendo le ricostruzioni spietate apparse online. La ragazza, lungi dall’essere la responsabile della mattanza, è rimasta intrappolata nel rogo del locale mentre cercava di mettere in sicurezza i beni della struttura.
Secondo quanto emerso dalle testimonianze e dai rilievi, i titolari del lounge bar le avevano chiesto di recuperare l’incasso della serata, un compito che la giovane ha tentato di assolvere con dedizione. È stato proprio questo tentativo di proteggere il lavoro altrui a impedirle di abbandonare l’edificio in tempo, portandola incontro a un destino fatale.

L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei soccorritori, pur tempestivo, non ha potuto evitare la perdita della 24enne, il cui corpo è stato rinvenuto tra le macerie della struttura ormai compromessa. La notizia ha scosso profondamente i residenti di Crans-Montana, che oggi ricordano Cyane come una lavoratrice instancabile e una presenza luminosa all’interno del locale.
Mentre la Polizia svizzera prosegue gli accertamenti per stabilire le cause esatte dell’incendio, la famiglia della giovane chiede silenzio e rispetto, lontana dal clamore delle polemiche digitali. La verità emersa restituisce il ritratto di una ragazza che ha pagato con la vita la propria lealtà professionale, in una notte che doveva essere di festa e si è chiusa nel peggiore dei modi.