L’incendio divampato nel locale “Le Constellion” – noto bar sotterraneo di Crans-Montana, spesso indicato anche come Le Constellation – ha trasformato la notte di Capodanno in un incubo senza precedenti per la rinomata località alpina svizzera.
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, l’incendio potrebbe essere stato innescato dall’uso di bengala e fontane pirotecniche da interno, spesso utilizzati durante i brindisi. Le scintille avrebbero raggiunto il soffitto, incendiando materiali decorativi non ignifughi. In pochi istanti il fuoco si è propagato con estrema rapidità, dando origine a un flashover, un fenomeno che provoca l’accensione simultanea di tutto l’ambiente.
A rendere ancora più drammatica la situazione è stata la struttura del locale, situato sottoterra e dotato di vie di fuga limitate. Le uscite di emergenza si sono rivelate insufficienti a gestire l’elevato numero di presenti, mentre fumo denso e fiamme hanno rapidamente invaso l’unica scala principale.

Il bilancio è pesantissimo. Le autorità cantonali hanno confermato 40 decessi e oltre 100 ospedalizzati, molti dei quali in condizioni critiche per ustioni gravi e inalazione di fumo. A perdere la vita figurano anche giovani e adolescenti, e in diversi casi l’identificazione delle vittime è avvenuta solo attraverso esami forensi.
Le indagini sono tuttora in corso per accertare eventuali responsabilità penali e verificare il rispetto delle norme di sicurezza. Sin dalle ore successive al tremendo accaduto, in quella notte maledetta, è spiccata la voce di un eroe, un italiano che ha salvato decine di ragazzi rischiando la sua stessa vita. Ora, dall’ospedale presso cui è ricoverato, ci giunge come un fulmine a ciel sereno una notizia improvvisa. Cosa gli è successo? Ecco tutti i dettagli nella seconda pagina.