Crans-Montana, ecco chi è la ragazza con il casco che ha innescato l’incendio (2 / 2)

Le indagini condotte con estrema meticolosità dalla Polizia Svizzera hanno finalmente squarciato il velo di mistero sull’evento accaduto al Constellation. Non si è trattato di un guasto tecnico, ma di un’azione innescata involontariamente da una giovane che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe arrivata attorno alle 22:30 nel locale quando ancora c’era poca gente.

Ascoltata dagli inquirenti in una stanza separata dai suoi legali, come previsto dalla rigida procedura elvetica, la ragazza ha iniziato a fornire i primi riscontri sulla dinamica. La giovane, di cui non sono state diffuse le generalità complete per tutelarne la privacy durante la fase istruttoria, è stata identificata grazie alle tracce digitali e alle testimonianze raccolte nelle ore successive al fatto.

La scoperta più scioccante riguarda il legame della giovane con l’ambiente montano: non era una visitatrice occasionale, ma una persona che conosceva bene i ritmi di Crans-Montana. Il suo gesto, che ha causato danni ingentissimi alla struttura ricettiva, sarebbe nato da una situazione appunto di euforia legata alla festa.

Crans Montana, spunta il video prima del dramma: si vede tutto Crans Montana, spunta il video prima del dramma: si vede tutto

Al momento, la posizione della ragazza è al vaglio della magistratura, che dovrà valutare l’entità delle responsabilità penali e l’eventuale presenza altre persone. Gli esperti stanno analizzando se il casco fosse solo un modo per nascondersi o parte di una simbologia legata al momento o un modo per proteggersi dalle scintille.

L’intera comunità di Crans-Montana resta ora in attesa di capire quali saranno le prossime mosse delle autorità. Resta l’amaro in bocca per una vicenda che ha dimostrato come, anche nei luoghi più esclusivi, la fragilità umana possa trasformarsi in un’emergenza vitale capace di cambiare per sempre il corso della cronaca.