
Tensione altissima a Crans-Montana, dove il lavoro dei giornalisti impegnati a raccontare la strage di Capodanno è stato ostacolato da una serie di aggressioni. Nelle ultime ore almeno tre troupe della Rai, insieme ad alcuni cronisti stranieri, sono finite nel mirino di gruppi di persone che, secondo le testimonianze raccolte, sarebbero riconducibili all’entourage dei coniugi Moretti, gestori del locale “Le Constellation”, teatro dell’incendio costato la vita a decine di giovani.
Il primo episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri davanti al ristorante “Le Vieux Chalet”, uno dei locali riconducibili alla stessa gestione, in quel momento chiuso. A essere presi di mira Domenico Marocchi, inviato di UnoMattina News, Alessandro Politi di Storie Italiane e i filmaker Riccardo Nava e Giovanni Curró. Secondo il racconto fornito dagli stessi giornalisti, da un’auto con musica ad altissimo volume sarebbero scese alcune persone che hanno iniziato a insultarli e intimidirli.
Poco dopo, il gruppo si sarebbe allargato fino a circondare l’auto della troupe, colpendo il veicolo e urlando frasi irripetibili. Marocchi ha riferito di aver riconosciuto tra questi alcune delle persone già coinvolte in un precedente episodio ai danni degli inviati del quotidiano svizzero Blick. Tra loro anche una donna e un uomo rimasto in disparte, la cui identità non è stata accertata.

Un secondo episodio ha coinvolto una troupe di Ore 14. La giornalista Francesca Crimi, insieme al cameraman Marco Bonifacio, sarebbe stata deliberatamente bagnata con acqua gelida da una persona ritenuta vicina ai proprietari del locale. Un gesto definito “vergognoso e vigliacco” dal conduttore della trasmissione, Milo Infante. La vicenda ha avuto immediate ripercussioni diplomatiche.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’ambasciata italiana in Svizzera di intervenire presso le autorità locali affinché venga garantita la sicurezza dei cronisti. L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha quindi sollecitato la polizia cantonale del Vallese a rafforzare la vigilanza nelle aree sensibili. Ferma la condanna istituzionale. Solidarietà è arrivata dalla Commissione di Vigilanza Rai, dai sindacati dei giornalisti e dai vertici dell’azienda, che hanno espresso pieno sostegno ai colleghi.