Crans-Montana, 18enne esce dal coma e accusa Jessica Moretti: "Ecco cosa ha fatto" (2 / 2)

Il risveglio di Roze, la 18enne svizzera rimasta per giorni in bilico tra la vita e la m*rte, ha portato a una svolta decisiva nelle indagini sulla t*agedia di Crans-Montana. Appena ripresi i sensi dopo il lungo periodo di incoscienza, la giovane ha fornito una versione dei fatti che aggrava la posizione di Jessica Moretti, presente al momento del d*amma.

Secondo quanto riferito dalla ragazza ai magistrati, la Moretti non avrebbe prestato il soccorso necessario durante la fase critica dell’evento. “Non ha aiutato nessuno, piangeva e basta”, sono le parole durissime riportate dalla stampa e attribuite alla giovane sopravvissuta, che descrivono un quadro di totale passività di fronte all’emergenza vitale.Le autorità della Svizzera stanno ora analizzando queste dichiarazioni per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto fuori dal locale Costellation.

Il racconto di Roze sembra smentire l’immagine di un intervento tempestivo, concentrandosi invece su una reazione emotiva che avrebbe paralizzato qualsiasi tentativo di aiuto concreto verso i coinvolti.La posizione di Jessica Moretti, già al centro dell’attenzione mediatica, si complica ulteriormente di fronte a questa testimonianza diretta e lucida.

Cacciato dal Bus, la versione dell’autista: "Io quel bimbo non.. Cacciato dal Bus, la versione dell’autista: "Io quel bimbo non..

Gli inquirenti intendono verificare se tale condotta possa configurare omissioni rilevanti ai fini dell’inchiesta sulla strage che ha sconvolto la località montana.

Mentre Roze prosegue il suo difficile percorso di recupero, le sue parole restano come una f*rita aperta su una notte di estrema s*fferenza. Il caso resta aperto, in attesa che i rilievi tecnici e i nuovi interrogatori confermino quanto emerso da questo d*ammatico e inaspettato faccia a faccia con la realtà.