Covid, è allarme per la nuova variante Cicada: ecco i sintomi a cui prestare attenzione (2 / 2)

Le autorità sanitarie, a partire dal CDC di Atlanta, hanno confermato che la variante Cicada (BA.3.2) possiede una capacità di “immune escape” superiore a molte delle sottovarianti che l’hanno preceduta. I ricercatori spiegano che le sue numerose mutazioni la rendono geneticamente molto distante dal ceppo JN.1, su cui erano stati tarati gli ultimi richiami vaccinali.

Questo distacco evolutivo spiega perché la variante stia riuscendo a infettare anche persone che ritenevano di avere una protezione solida. Dal punto di vista clinico, i medici americani segnalano un sintomo ricorrente che sta diventando un marchio di fabbrica di questa ondata: un forte dolore alla gola, descritto da alcuni pazienti come una sensazione di “taglio interno” persistente.

Oltre a questo, la variante BA.3.2 si manifesta con la classica costellazione di sintomi quali febbre, congestione nasale e una marcata stanchezza, ma fortunatamente non sono ancora emersi dati che indichino una maggiore letalità o un aumento delle ospedalizzazioni gravi nei soggetti sani. L’allerta resta alta soprattutto per le persone fragili e gli anziani, per i quali l’efficacia dei trattamenti antivirali attuali è sotto stretta osservazione.

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Gli scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno già inserito la Cicada tra le “varianti sotto monitoraggio“, sottolineando la necessità di potenziare il sequenziamento genetico per tracciarne i movimenti in tempo reale. In Europa, paesi come la Danimarca e i Paesi Bassi hanno già visto la variante raggiungere il 30% dei campioni sequenziati.

Nonostante la minaccia, gli esperti invitano alla calma: i test rapidi e i tamponi molecolari sembrano ancora in grado di identificare correttamente il virus, e le misure di prevenzione basilari restano lo strumento più efficace per contenere la diffusione. La sfida principale per i prossimi mesi sarà capire se la Cicada diventerà il ceppo dominante dell’estate 2026, richiedendo eventualmente un aggiornamento tempestivo delle formulazioni vaccinali per il prossimo autunno. Al momento, la situazione negli USA è definita di “vigile attesa”.