
Momenti di grande apprensione, ma con esito positivo, per il bobbista coinvolto in un incidente durante le prove allo Sliding Centre. L’atleta, 21 anni, ha subito una lesione alla colonna vertebrale che avrebbe potuto compromettere seriamente la sua carriera, ma l’intervento rapido e coordinato dei soccorsi olimpici ha permesso di stabilizzarlo e garantirgli cure tempestive.
Il sistema di assistenza ha funzionato in maniera impeccabile: il bobbista lettone Renars Grantiss è stato inizialmente seguito alla medical station vicino alla pista, dove il personale ha valutato le condizioni e prestato i primi interventi. Successivamente è stato trasferito al Policlinico Olimpico Codivilla per esami diagnostici approfonditi, e infine all’ospedale di Treviso, dove il reparto di neurochirurgia ha eseguito un’operazione delicata. Ieri l’atleta è stato dimesso e ha potuto tornare a Cortina, accolto dai compagni di squadra.
«L’intervento tempestivo ha permesso di stabilizzare la colonna vertebrale – ha spiegato Paolo Rosi, direttore del Suem Veneto – Non credo possa tornare in pista, ma l’incontro con i colleghi è stato emozionante». Secondo Rosi, l’ambiente montano richiede competenze particolari: oltre alla gestione delle piste, occorre considerare il pubblico presente e le condizioni variabili della neve, che rendono il soccorso complesso anche in assenza di emergenze gravi.

In questa edizione dei Giochi, gli interventi sulle piste non sono stati numerosi, ma due casi hanno richiesto particolare attenzione: la caduta della sciatrice americana Lindsey Vonn, 41 anni, e l’incidente di Grantiss, unico episodio sulla nuova pista da bob da quando è stata aperta. Quanto accaduto a Grantiss ha rappresentato un vero test per la macchina dei soccorsi: con la neve che impediva l’uso dell’elicottero, l’atleta è stato trasportato in ambulanza, seguendo un percorso coordinato tra medici federali e personale sanitario.
Grazie alla professionalità del team e alla rapidità degli interventi, l’atleta è potuto tornare fra gli amici, con la garanzia di un recupero sicuro. Le Olimpiadi per lui saranno rimandate, ma il peggio è stato evitato, dimostrando ancora una volta l’efficienza dei soccorsi olimpici.