“Correte, qualcuno è caduto”. La rischiesta di soccorso e poi la terribile scoperta (1 di 2)

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Storie che non si vorrebbero raccontare, che suscitano indignazione, sconcerto, che fanno inorridire l’opinione pubblica, ritenendo che, per chi si macchia di simili reati, non ci dovrebbero essere sconti.

La legge non dovrebbe soprassedere, insomma, in quanto c’è parecchia gente che si diverte a speculare sul lavoro altrui. Sappiamo il preziosissimo aiuto dei sanitari del 118 e di tutti i volontari.

Viaggiano su strada, a velocità della luce, pur di arrivare tempestivamente a prestar soccorso, nei casi più difficili, più duri. Riescono a salvare in extremis tante vite, lavorando in condizioni davvero forti, sotto le intemperie, tra le calamità, tra le macerie, tra le lamiere di auto accartocciate.

Il loro obiettivo è quello di trarre in salvo più persone possibili. Sono angeli dalla divisa rossa, sempre pronti a sfidare la sorte, pur di prestar soccorso, in tutte le ore del giorno.

Quanto accaduto a Napoli, a marzo 2021, ha suscitato, inevitabilmente, delle pesanti critiche affidate ai social e profondo sgomento. Vediamo cosa è successo all’epoca, dato che la notizia venne ripresa dalle principali testate e dai siti d’informazione nazionali.