Il colesterolo alto (o ipercolesterolemia) è una problematica molto più diffusa di quanto si pensi tra gli italiani ma come fare a riconoscerla? Esistono dei segnali che dobbiamo annotare? Inizialmente, questa condizione, non ha sintomi, ossia non comporta vere e proprie manifestazioni indicative della sua presenza.
Fa eccezione solo l’ ipercolesterolemia familiare omozigote che, sin da quando il soggetto è piccolo, comporta la formazione di depositi di colesterolo nella pelle, nei tendini e intorno alla cornea dell’occhio, oltre alla formazione di placche lipidiche.
Se il colesterolo alto, in una fase avanzata, non viene adeguatamente gestito, il soggetto può andare incontro a sintomi davvero molto brutti, come il dolore toracico e un forte senso di oppressione o costrizione, crampi mentre cammina, confusione mentale e cefalea.
L’ipercolesterolemia, non dimentichiamocelo, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di patologie cardiovascolari. Trame un esame ematico, è possibile individuare proprio il colesterolo cattivo, ossia il colesterolo trasportato dalle lipoproteine a bassa densità o LDL.
Se questo è in eccesso, si accumula sulle pareti dei vasi sanguinei, formando ispessimenti e placche, che impediscono il corretto flusso ematico e possono provocare ischemie vascolari. A differenza del primo, il colesterolo buono, ossia HDL, veicolato da lipoproteine ad alta densità, riduce il rischio di avere queste gravi problematiche, in quanto le particelle di HDL aiutano a ripulire l’organismo dal colesterolo, che trasportano al fegato per l’eliminazione. Dal momento che prevenire è meglio che curare, ossia sappiamo come il colesterolo alto si manifesta, dunque non dobbiamo perdere tempo, rivolgendoci subito al medico.