
Un’Italia spaccata in due da fenomeni atmosferici opposti e altrettanto eccezionali. Mentre al Nord, complice il cielo sereno e l’assenza di luce lunare, nelle ultime notti è stato possibile osservare una rara aurora boreale sulle Dolomiti e su altre aree alpine, il Sud è stato investito dalla violenza del ciclone Harry, che ha provocato mareggiate con onde alte fino a quasi dieci metri lungo le coste siciliane.
La tempesta che ha colpito il Mezzogiorno, in particolare la Sicilia, continua a suscitare grande panico tra la popolazione locale. Harry, così battezzato dalla Libera Università di Berlino, non rientra nella categoria dei medicane, ma viene definito dagli esperti come un ciclone particolarmente profondo e persistente.
Secondo il meteorologo Tommaso Torrigiani del Consorzio Lamma-Cnr, si tratta di una perturbazione alimentata da una saccatura atlantica che ha richiamato masse d’aria calde e umide dal Nord Africa, generando venti fino a 120 chilometri orari. Le raffiche hanno causato mareggiate eccezionali: la rete ondametrica dell’Ispra ha registrato a Catania un’onda massima di 9,71 metri.

Alla luce della situazione, la Protezione civile ha diramato l’allerta rossa per Sicilia, Calabria e Sardegna, con la chiusura delle scuole in numerosi comuni.
I danni sono ingenti: in Calabria il mare ha fatto crollare un tratto di lungomare a Melito Porto Salvo, mentre a Mazzeo di Taormina le onde hanno abbattuto un muro di protezione. Scene che testimoniano la forza di un evento meteo destinato a lasciare il segno.