Ciclone Harry in Italia: le impressionanti immagini dei danni (2 / 2)

Il passaggio del ciclone Harry sull’Italia meridionale ha lasciato dietro di sé una lunga scia di distruzione, colpendo duramente Sicilia, Calabria e Sardegna. Piogge torrenziali, mareggiate violente e forti raffiche di vento hanno messo in ginocchio interi territori, causando gravi danni a infrastrutture, abitazioni e viabilità.

L’emergenza ha richiesto un massiccio intervento dei soccorsi: nelle tre regioni interessate i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 1.600 operazioni, spesso in condizioni estreme. In diversi centri urbani, dove il livello dell’acqua ha superato ogni previsione, i soccorritori sono stati costretti a muoversi con i gommoni per raggiungere persone bloccate nelle abitazioni o nelle auto sommerse.

Gli allagamenti hanno colpito soprattutto i piani terra di case, esercizi commerciali ed edifici pubblici. Le situazioni più critiche si sono registrate nelle aree di Catania, in Sicilia, e di Catanzaro, in Calabria. A Santa Teresa di Riva, nel Messinese, la forza del mare ha provocato il cedimento di un tratto di strada costiera: l’asfalto è crollato creando una profonda voragine, con interi blocchi finiti direttamente in mare. Le immagini della carreggiata spezzata testimoniano la veemenza dell’evento.

L’agghiacciante luogo del ritrovamento di Diego Baroni, scomparso il 12 gennaio L’agghiacciante luogo del ritrovamento di Diego Baroni, scomparso il 12 gennaio

Le mareggiate hanno trasformato i lungomari in fiumi di acqua e fango. Onde alte e impetuose hanno invaso le strade trascinando detriti, barriere di protezione, imbarcazioni danneggiate e parti di infrastrutture. A Catania, località come Aci Trezza mostrano un paesaggio stravolto, con barche disperse e cumuli di macerie lungo la costa.

In Calabria, il quartiere Lido di Catanzaro è stato uno dei più colpiti: l’acqua ha sommerso veicoli, abitazioni e negozi, costringendo numerose famiglie ad abbandonare temporaneamente le proprie case. In via precauzionale, molte scuole e uffici pubblici sono rimasti chiusi, mentre diverse strade risultano ancora impraticabili per la presenza di fango e detriti. L’emergenza non è ancora del tutto rientrata e proseguono le operazioni di messa in sicurezza, mentre si inizia a fare la conta dei danni.