Ciccio e Tore, la svolta da brividi a 17 anni dal dramma: accanto ai due bambini… (2 / 2)

La scomparsa di Ciccio e Tore, rispettivamente 13 e 11 anni, avvenne nel pomeriggio del 5 giugno 2006, quando i due sono usciti per  giocare senza più tornare.  La denuncia di scomparsa è arrivata poco prima di mezzanotte e da quel momento iniziano le ricerche, senza alcun risultato. Le indagini si sono concentrate sul padre, Filippo Pappalardi.

A novembre 2007, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di duplice delitto volontario, sequestro di persona e occultamento dei corpi dei due figlioletti e gli inquirenti hanno inizialmente ipotizzato che lui gli abbia puniti, gettandoli nel pozzo per rabbia ma l’autopsia ha fatto emergere un’altra verità.

Nessun segno sui loro corpi dunque i piccoli sono deceduti per altri motivi. Ciccio  per le conseguenze della caduta nel pozzo, mentre Tore dopo diverse ore, nel sonno, dopo aver gridato senza che nessuno lo sentisse. Filippo è stato assolto e scarcerato, con l’archiviazione dell’inchiesta, dopo aver riconosciuto  che Ciccio e Tore  hanno perso la vita dopo un gioco finito male.

A marzo del 2024  Rosa Carlucci,  mamma di Ciccio e Tore,  e la sorella, Filomena, hanno presentato una nuova istanza per riaprire l’indagine sul decesso dei bambini, ritenendo che «furono costretti o indotti» alle 23.30 del giorno della scomparsa a recarsi in quel posto abbandonato.

La riapertura del caso  viene chiesta con l’istanza di delitto, insomma e verte su tre questioni: il momento di caduta nella cisterna, che l’avvocato della famiglia riconduce attorno alle 23.30 di quella notte ; la  molteplicità di contraddizioni ed omissioni da parte di diverse persone, la presenza del Midazolam, all’interno della cisterna in prossimità dei  dei bambini, che potrebbe essere utilizzato da un contesto vicino alla famiglia dei bambini.