Torna ad affacciarsi l’incubo Covid in Italia. Bisogna precisare, però, che la situazione al momento non è grave e che gli ospedali reggono i ricoveri che si stanno verificando. Nell’ultima settimana, secondo quanto trapelato dai bollettini medici, si assiste ad un rialzo costante dei casi da Covid.
Sono circa 44.955 i nuovi casi registrati nell’ultima settimana, secondo i dati in possesso del Ministero della Salute. Sebbene ormai il Covid sia rientrato nel quadro delle normali infezioni stagionali continua a preoccupare la popolazione, specie quelle fasce più deboli della popolazione.
Per questo le autorità raccomandano comunque prudenza, anche se, lo precisiamo, ad oggi non esistono regole di isolamento o di obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale. I positivi al Covid possono avere una normale vita sociale a patto però di rispettare le regole base, come ad esempio indossare la mascherina e se possibile restare a casa se si è positivi o se si hanno sintomi influenzali.
Nell’ultima settimana il tasso di positività è salito dal 15,3% della settimana precedente al 17,6% attuale. Un incremento che corrisponde anche a una maggiore occupazione dei posti letto nelle strutture ospedaliere (+7,7%), mentre i decessi sono stati 235 (in crescita dai 192 di sette giorni fa).
Per quanto riguarda i tamponi possono essere effettuati in qualsiasi farmacia, ma ci sono anche quelli fai-da-te, che però non sono utili ai fini della precisa diagnosi di Covid. Gli unici tamponi presi in considerazione come validi sono quelli effettuati nelle farmacie il cui risultato viene trasmesso all’Asl di competenza.
Negli ospedali, e specialmente nei reparti dove ci sono persone fragili o anziane, resta obbligatorio l’uso della mascherina. Per gli altri reparti ogni struttura ospedaliera decide da sè quali regole adottare. “L’età media dei pazienti che arrivano in ospedale è di 77 anni e la campagna di somministrazione della dose stagionale di vaccino anti-Covid tra gli ultra 60enni è ferma al 4%” – così ha dichiarato Giovanni Migliore, presidente della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere).