"Ci hanno colpito". Arriva tutto dall’Iran (2 / 2)

Donald Trump è ambiguo nella sua risposta, ma che abbia o meno sentito direttamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu o gli abbia recapitato solo il suo umore cambia poco nella sostanza. Il presidente Usa ha avvertito l’alleato di ferro Bibi Netanyahu di non colpire mai più le installazioni energetiche.Lo scambio di colpi di mercoledì fra Iran e Stato ebraico lungo il ricco giacimento si South Pars diviso fra Qatar e Repubblica islamica, ha dato un ulteriore giro all’escalation militare e alle ripercussioni sul mercato dell’energia da spingere il Brent a quota 119 dollari prima di ripiegare, ieri in chiusura a Wall Street, attorno ai 107 dollari al b*rile.

La posizione americana è stata netta in queste tre settimane di g*erra, «non tocchiamo le infrastrutture energetiche». Anche quando gli Usa hanno alzato il tiro mettendo nel mirino Kharg Island, cuore dell’export petrolifero iraniano, hanno d*strutto le difese e postazioni militari senza intaccare oleodotti e terminali.Attorno al raid su South Pars c’è un giallo. Fonti dell’Amministrazione Usa – e tre israeliani – hanno confermato ad Axios e Wsj che gli Usa erano stati avvertiti delle intenzioni di Gerusalemme.

Trump in un virulento post mercoledì notte ha smentito ogni coinvolgimento e di «non sapere nulla». Ha ribadito di aver recapito il messaggio a Netanyahu e avvertito Teheran che un’ulteriore r*ppresaglia sarebbe stata puniti massicciamente, «facendo saltare tutto» il giacimento più ricco al mondo di gas.La Repubblica islamica aveva risposto al blitz israeliano bersagliando Ras Laffan, raffineria in Qatar. Doha esporta il 20% del gas liquido mondiale. Con Hormuz chiuso e ora le strutture di Ras Laffan danneggiate, il crollo dell’export è certo. Hennin Gloystein di Eurasia Group ha parlato di «mesi per riparare e ripristinare il flusso».Sono pure gli interessi americani e di società europee direttamente in gioco in questa fetta del Paese: a Ras Laffan ci sono partecipazioni e ingenti investimenti di Exxon, Total e Shell. I compratori asiatici – soprattutto la Corea del Sud – subiranno un contraccolpo.

La questione è chiave per l’Italia che ha il 45% degli stoccaggi con gas del Qatar. Il ministro dell’Energia Saad al-Kaabi alla Reuters ha detto che QatarEnergy dovrà dichiarare «la forza maggiore sui contratti a lungo termine»: ovvero quelli di 5 anni. In pratica non potrà rispettare le consegne. I danni inferti dai m*ssili iraniani (ne sono stati sp*arati 5, 4 sono stati fermati, un altro ha centrato il bersaglio) sono stimati in 12.8 tonnellate di Lng l’anno. La mappa delle infrastrutture colpite nella regione è ampia: oltre a South Pars sia sponda iraniana sia qatariota, l’Iran ha danneggiato la raffineria di Samref, nell’Arabia Saudita che si affaccia sul Mar Rosso. Sono stati colpiti in un’escalation recente raffinerie in Kuwait, quella di Ras Tanura in Arabia Saudita, la Bapco in Bahrein oltre a bersagli negli Emirati Arabi Uniti e il Porto di Salalah. In fiamme nel nord di Israele c’è una raffineria bersaglio di un m*ssile iraniano.

Rai in lutto, è morta poco fa: l’amata conduttrice ci lascia per sempre Rai in lutto, è morta poco fa: l’amata conduttrice ci lascia per sempre

La protezione degli alleati è una priorità, le difese sinora hanno registrato una riuscita del 90%. Il Dipartimento di Stato ha invocato la procedura di emergenza per aggirare il Congresso e garantire una commessa da 16 miliardi di dollari in armamenti a Kuwait, Giordania e EAU.L’i*patto dei raid sulle infrastrutture energetiche sulle dinamiche di g*erra si misurerà nei prossimi giorni. Misurabile resta il malumore di Donald Trump verso gli europei e la Nato. Ieri, ricevendo la premier giapponese Saene Takaichi alla Casa Bianca, ha detto che il «Giappone sta dando il massimo, la Nato no» riferendosi agli sforzi per riaprire Hormuz.

C’è stato anche un siparietto quando un reporter ha chiesto a Trump perché non avesse allertato gli alleati degli a**acchi all’Iran: «Non si vuole dare troppi segnali, non ne abbiamo parlato con nessuno perché volevamo l’effetto sorpresa», ha risposto Trump prima di aggiungere: «Chi ne sa più di sorpresa del Giappone? Perché non mi avete parlato di Pearl Harbor?».Washington non pone una fine del c*nflitto, né raffina gli obiettivi, però chiede soldi al Congresso per finanziare la g*erra. «Servono soldi per u*cidere le persone cattive», ha detto Pete Hegseth capo del Pentagono precisando che al Congresso sarà recapitata la richiesta di 200 miliardi supplementari. Per Trump non una gran cifra, necessaria per far fronte all’Iran per conto di tutto. Repubblicani e democratici non la pensano così. Un aggiustamento del bilancio non è scontato, per tutti vale il commento di Lisa Murkowski, repubblicana dell’Alaska: «Vengano a dirci prima quali sono gli obiettivi e ci diano una finestra temporale».