
La nuova impostazione accusatoria ha riaperto un caso che, negli anni, aveva già attraversato numerosi gradi di giudizio e diverse ricostruzioni processuali. L’attenzione investigativa si è concentrata su elementi già acquisiti in passato, ma riletti alla luce di nuove analisi tecniche e valutazioni investigative.
Secondo i pm sarebbero almeno dodici i colpi inflitti da Sempio a Chiara Poggi, soprattutto alla testa e anche sulle scale. Un delitto, quello di Ci dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei futili motivi) e aggravato dalla crudeltà «in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte a Chiara, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto». La difesa di Andrea Sempio respinge con decisione le accuse, contestando la solidità del quadro indiziario e la lettura proposta dalla Procura. Gli avvocati sottolineano come diversi elementi del fascicolo siano ancora oggetto di interpretazioni divergenti e non offrano, a loro giudizio, una prova univoca della responsabilità dell’indagato.
Secondo la linea difensiva, le conclusioni degli inquirenti deriverebbero da una valutazione parziale del materiale disponibile e non terrebbero sufficientemente conto delle criticità emerse nel corso delle precedenti fasi giudiziarie. Per questo motivo viene richiesta una verifica approfondita di ogni singolo elemento probatorio.

Il caso di Garlasco, a distanza di anni dai fatti, continua dunque a essere oggetto di nuove analisi e confronti tra accusa e difesa. Le recenti contestazioni hanno riacceso l’attenzione su una vicenda giudiziaria complessa, che presenta ancora diversi aspetti oggetto di discussione in sede processuale.
Le prossime fasi dell’inchiesta saranno decisive per chiarire il peso degli elementi raccolti e per stabilire se il quadro accusatorio potrà trovare ulteriore conferma o se sarà necessario rivederne l’impostazione complessiva.