Chiara Petrolini racconta come ha partorito e cosa ha fatto ai neonati (2 / 2)

Chiara Petrolini è attualmente agli arresti domiciliari dopo il ritrovamento di due corpi di neonati nel giardino di casa sua. La vicenda ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua drammaticità e per la giovane età della protagonista. I piccoli, stando alle indagini, sarebbero nati a circa un anno di distanza l’uno dall’altro e sarebbero poi stati sepolti nel terreno della proprietà familiare.

Durante l’interrogatorio del 10 settembre, Chiara ha riferito agli inquirenti alcuni dettagli sul primo parto, avvenuto in camera durante la notte. Secondo il suo racconto, avrebbe scosso il neonato senza ricevere segni di vitalità e successivamente lo avrebbe sepolto. La Procura, tuttavia, sospetta che sarebbe deceduto a causa di un’emorragia, così come per il secondo bambino, nato circa un anno dopo, nell’agosto del 2024.

Il primo parto risalirebbe al 12 maggio 2023, anche se Chiara ha dichiarato di non ricordare la data esatta. Parlando del secondo neonato durante un interrogatorio di agosto, la giovane ha raccontato che il bambino “aveva gli occhi aperti ma non emetteva suoni“. Il ritrovamento dei corpi ha lasciato sgomenti i genitori della ragazza, che si sono detti increduli e inconsapevoli di quanto accaduto.

Tromba d’aria colpisce la cittĂ  italiana: la situazione Tromba d’aria colpisce la cittĂ  italiana: la situazione

Nonostante gli elementi emersi, Chiara ha negato di aver provocato i parti, respingendo l’idea che ci sia stata una volontà deliberata nel loro avvenire. Tuttavia, alcune ricerche internet effettuate dalla giovane, su argomenti legati alla maternità e al parto, sembrano sollevare dubbi su questa affermazione, e gli investigatori stanno valutando se tali indizi possano rivelare un possibile coinvolgimento intenzionale.

Il caso, particolarmente delicato e complesso, ha sollevato interrogativi profondi sulla condizione della giovane e sull’ambiente familiare, che fino ad ora appariva sereno e stabile. Gli inquirenti continuano a lavorare per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, cercando di comprendere le motivazioni e i dettagli di una vicenda che ha sconvolto la comunità e acceso un dibattito più ampio sulla tutela della maternità e sulle misure di supporto per i giovani genitori.