Le condizioni di Manuel Proietti erano apparse disperate già all’arrivo dei soccorritori, ed è deceduto poco dopo all’ospedale Grassi di Ostia. La vicenda di Casal Palocco, dal 14 giugno, data in cui è accaduta, è al centro dei riflettori della cronaca nera in quanto, una folla sfida è costata la vita a un bimbo di 4 anni. Abbiamo deciso di parlarne in quanto Franco Bechis, giornalista e opinionista italiano, ha fatto una scoperta piuttosto interessante proprio su Matteo Di Pietro, lo youtuber che era al volante al momento dello schianto. Del 20enne alla guida della Lamborghini nel momento dello schianto contro la Smart su cui viaggiava Manuel assieme alla mamma e alla sorellina, se n’è parlato, re fa, per un altro vecchio video in cui era su una Ferrari, guidata dal padre e senza cintura. Ma chi è per davvero l’unico indagato, allo stato attuale, per il decesso di Manuel Proietti’
Di Pietro è cresciuto all’interno del Quirinale, in una casa chiamata Coventino, situata nella tenuta presidenziale di Castelporziano. Il padre, Paolo Di Pietro, ebbe diritto a quell’alloggio quando divenne il vice di Gianni Gaetano, a quell’epoca cassiere del Quirinale, ai tempi in cui il presidente della Repubblica era Carlo Azeglio Ciampi. Il giornalista Bechis ha ricostruito quanto avvenne nella mattinata del 30 ottobre 2009, quando all’alba. la Guardia di Finanza bussò alla casa dei Di Pietro con un mandato di perquisizione: Paolo Di Pietro era indagato per una brutta storia a lungo tenuta segreta, una vicenda di soldi, poiché nelle casse di Castelporziano l’ammanco in pochi anni era di circa 5 milioni di euro. Una vicenda di cui si parlò a lungo sui media, ma da cui alla fine Di Pietro ne uscì come innocente.
Mentre in tantissimi riempiono di insulti e commenti velenosi gli youtuber protagonisti dello schianto di Casal Palocco c’è chi difende a spada tratta Matteo di Pietro, dicendo: “La vita di Matteo e delle persone che gli stanno intorno, come quella di Manuel, è già finita, è già distrutta”. A rilasciare quest’intervista a Repubblica è Cristiano F., un sedicente amico dei TheBorderline, preoccupato per l’ondata di disprezzo (sui social e non solo) che ha assalito il gruppo di youtuber dopo il decesso del piccolo Manuel.Nel difenderlo, ha dichiarato: “Non c’è bisogno che lui riceva insulti da persone che commentano avendo letto le news di giornalisti che guadagnano buttando m… su una situazione che è già gravissima”, facendo le sue osservazioni sulla sfida social costata la vita al bimbo di 5 anni: .“Prima di tutto la sfida che stavano facendo loro era una 50 ore in una Lamborghini, non 50 ore correndo con una Lamborghini o 50 ore in movimento con una Lamborghini. Cinquanta ore all’interno significa che l’hanno anche guidata, certo, ma non per tutto il tempo”.
Nessuna sfida pericolosa, secondo Cristiano, una come tante altre che succedono, secondo Cristiano. E poi, ancora riflessioni: “È successo per una challenge di YouTube? No, poteva succedere a chiunque in una strada e queste cose succedono ogni giorno“. E riguardo a Di Pietro positivo alla cannabis? Anche su questo il suo sedicente amico ha le idee ben chiare: “Non appellatevi alla cosa che leggete del test dei cannabinoidi, perché io non posso dire niente riguardo questo, ma non è come leggete sui giornali”.
E’ la parte finale dell’intervista che, davvero, rappresenta una pugnalata al cuore: “Questo incidente è stato causato da persone normalmente responsabili ma in quel secondo le cose non sono andate come dovevano andare. È morto veramente il piccolo Manuel e questa cosa mi distrugge, non se lo meritava, ma in realtà dentro è morta tanta altra gente coinvolta nell’accaduto. Non è un discorso di ‘se lo merita, non se lo merita’, perché non sappiamo com’è andata e ripeto, poteva capitare a tutti in qualsiasi strada”.