Entro il pomeriggio di oggi il Papa sarà sottoposto a un intervento chirurgico in anestesia generale, più specificatamente ad una laparotomia e plastica della parete addominale, a causa di un laparocele incarcerato. Di cosa si tratta? Lo stesso Policlino Gemelli ha definito il laparocele come “un’ernia che si crea sulla cicatrice di una pregressa operazione addominale”.
Nel caso del Santo Padre, il laparocele è stato causato dal sopramenzionato intervento all’addome. E’ definito “incarcerato” perchè il flusso di sangue nell’area dell’ernia non fornisce ossigeno a sufficienza, causando al Papa ‘sindromi sub occlusive ricorrenti, dolorose e ingravescenti’.
Il laparocele è ben visibile come una specie di rigonfiamento molle a livello della cicatrice dell’intervento e, con l’andare del tempo, può peggiorare causando dolore e, nei casi più gravi, problemi gastrointestinali come vomito e nausea. Nel caso di Papa Francesco questa patologia ha determinato uno spostamento dei visceri, con conseguenti occlusioni intestinali.
Per questo motivo si è reso assolutamente necessario l’intervento d’urgenza, anche perchè, se si temporeggia eccessivamente, il rischio è che si formi un’ulcera. Tra le cause principali del laparocele vi sono infezioni della ferita relativa all’intervento chirurgico originario, obesità, età avanzata, tosse persistente, muscolatura addominale debole, affaticamento provocato da attività che mettono sotto sforzo l’organismo, come i lavori pesanti.
Quanto alla fase successiva all’intervento chirurgico la convalescenza prevede che i pazienti restino sotto osservazione in ospedale fino ad una settimana circa. Naturalmente dipende dalla gravità del laparocele. Per il caso di Papa Francesco si prevede una convalescenza che ‘durerà diversi giorni. Inoltre viene raccomandato l’uso della pancera per un mese giorno e notte e solo durante il giorno nel mese successivo.