
Per oltre 24 ore, i soccorritori hanno lavorato incessantemente tra le macerie del centro commerciale Gul Plaza, situato nel cuore di Karachi, la metropoli più grande del Pakistan. Le fiamme hanno d*vastato gran parte della struttura, rendendo le operazioni di ricerca estremamente pericolose a causa dei possibili crolli.Il primo rapporto ufficiale parla di almeno sei persone decedute, ma il timore per la sorte di molti altri è altissimo tra le autorità locali.
Secondo quanto dichiarato dai responsabili delle operazioni, circa 60 individui risultano ancora dispersi, lasciando decine di famiglie in un’attesa straziante all’esterno del perimetro di sicurezza.
I vigili del fuoco, supportati da diverse unità di emergenza, hanno faticato a domare l’incendio a causa della natura dei materiali stoccati all’interno dei negozi. Molti dei presenti sono riusciti a fuggire non appena le fiamme sono diventate visibili, ma per altri la fuga è stata impossibile a causa della velocità con cui il fumo ha invaso i piani superiori.

Le autorità pakistane hanno avviato un’indagine per accertare le cause del d*sastro, mentre l’area rimane isolata per permettere il completamento dei rilievi. Al momento, il personale sanitario è impegnato ad assistere i superstiti e a gestire l’identificazione di chi non ce l’ha fatta in questo t*rribile scenario di cronaca.
Il Primo Ministro della regione del Sindh, Murad Ali Shah, ha preso la parola per confermare che le operazioni di soccorso sono ancora in pieno svolgimento. Il leader istituzionale ha garantito un risarcimento trasparente per tutte le persone colpite, assicurando che l’iter burocratico sarà rapido e senza ombre per chi ha perso tutto nel rogo.Tuttavia, le sue parole hanno assunto un tono di dura denuncia riguardo allo stato della metropoli di Karachi. Il governante ha lanciato un avvertimento severo: moltissimi edifici storici della zona risultano totalmente privi delle misure di sicurezza antincendio fondamentali, rappresentando un pericolo costante per la cittadinanza.