Caso Yara Gambirasio, l’annuncio improvviso di Massimo Bossetti (2 / 2)

Nuovi aggiornamenti sul caso Yara Gambirasio, che sconvolse l’Italia intera. La  Cassazione avrà un compito molto delicato: quello di decidere se gli abiti della giovanissima ginnasta e la traccia biologica ritrovata su di essi, potranno essere solamente visionati o anche esaminati dalle difese di Massimo Bossetti, dal momento che i legali dell’ex muratore di Mapello, condannato all’ergastolo, hanno fatto ricorso.

Come ampiamente divulgato a mezzo stampa, l’apposita udienza era in programma il 20 novembre, ma è stata rinviata in attesa che la Cassazione si pronunci in merito.  L’avvocato Claudio Salvagni, difensore di Bossetti,  nell’ultima puntata di Crimini e criminologia, trasmessa ieri su Cusano Italia Tv, ha spiegato: “Abbiamo sempre chiesto, durante il processo, fin dall’udienza preliminare, che questo esame del Dna fosse svolto in contraddittorio proprio per consentire alla difesa di dimostrare che quei risultati erano sbagliati e che il Dna di ‘Ignoto 1’ non è il Dna di Massimo Bossetti. Purtroppo questo non ci è stato mai consentito”.

Claudio Salvagni, insieme al collega Paolo Camporini parlano della famosa sentenza del Tribunale di Bergamo del 27 novembre 2019, che consentiva la visione ma anche l’esame dei reperti da parte delle avvocati difensori dell’ex muratore di Mapello, come spiegato da fanpage.it. 

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Salvagni ha aggiunto che, assieme al suo collega, ha impugnato la sentenza della Corte di Cassazione del 21 novembre 2021 in cui si parla di mera visione, poiché vogliono poter effettuare anche l’analisi su quei reperti… reperti sulla base dei quali i giudici hanno ritenuto Bossetti colpevole del femminicidio di Yara e lo hanno condannato.

La Suprema Corte,a maggio, ha deciso di rendere esecutivo il provvedimento emanato nel novembre 2019, per cui ora Salvagni e il suo collega chiedono di poter analizzare quei reperti. Sono in tanti, secondo il legale, a chiedersi il perché alla difesa venga impedito di fare la prova scientifica sul Dna, non comprendendo per quale motivo l’accusa , se è sicura del risultato, abbia in un certo senso timore. Il muratore di Mapello e i suoi legali continuano a sperare che arrivi l’ok per l’esame dei reperti in modo da poter dimostrare la sua innocenza.