Caso Saman Abbas, la confessione poco fa: “L’ho uccisa io” (1 di 2)

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La storia di Saman Abbas è la storia di un omicidio senza corpo, una storia di orchi tra le mura domestiche. E’ trascorso più di anno e di lei nessuna traccia, mentre tre accusati sono in carcere.

Si tratta dello zio e di due cugini della 18enne pakistana che negano tutto. In questo scenario dell’orrore, che ha lasciato sotto choc l’Italia intera, con il caso che è stato trattato moltissime volte nel corso della trasmissione Chi l’ha visto, ci sono i 2 genitori della stessa ragazza scomparsa, ancora latitanti in Pakistan, che forse nessuno sta cercando come si dovrebbe. Per loro due e per i 3 parenti in carcere, è stato chiesto il rinvio a giudizio.

La storia di Saman ha inizio a novembre 2020, quando la giovane si ribella alla famiglia per un matrimonio combinato, denunciando i suoi genitori. Viene affidata a una struttura protetta nei pressi di Bologna, essendo ancora minorenne.

A 18 anni compiuti, ritorna a casa dei suoi genitori solo per prendere i suoi documenti e decidere, ormai maggiorenne, cosa fare della sua vita. Ma quei documenti i suoi genitori non glieli daranno mai.

 Per risolvere la questione, 11 giorni dopo, Saman si reca nuovamente presso il comando dei Carabinieri per sporgere un’altra denuncia, con la speranza che gli agenti possano risolvere la questione documenti e lei fare la vita che ha sempre sognato.