Il tribunale del Riesame di Palermo ha rigettato la richiesta di scarcerazione di Christian Maronia, trai sette del branco che è indagato per il caso Palermo, ragion per cui il 20enne resta in cella. Si tratta, indubbiamente, di un colpo di scena, di un qualcosa di davvero inaspettato ma è da mettere in conto che possano esserci stravolgimenti mentre le indagini proseguono.
Ricordiamo, per dovere d’informazione, che il legale di fiducia di Maronia , l’avvocato Alessandro Musso, aveva rinunciato al mandato perché, a suo dire, “è venuto assolutamente meno il rapporto di fiducia” con il ragazzo indagato, apprendendo, poco prima dell’udienza , che la famiglia di Maronia aveva appena nominato un altro difensore, Giuseppe Farina..
Musso, poco prima di concedarsi, inrervistato dai cronisti fuori dal Palazzo di Giustizia, aveva detto. “In bocca al lupo ai nuovi difensori del ragazzo, mi auguro che la vicenda venga chiarita nel più breve tempo possibile, di più non posso dire”, aggiungendo: “Sarà il nuovo legale a intraprendere le iniziative del caso. Il ragazzo ha reso interrogatorio ma non posso dire altro perché non sono più il suo difensore”.
Proprio oggi, nell’udieza davanti al Tribunale del Riesame di Palermo, si sono decise le sorti del 20enne che resta in penitenziario… una decisione presa in assenza del ragazzo. Solo poche ore fa, visibilmente provato, con le lacrime agli occhi nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, Christian Maronia si era difeso, convinto che la studentessa 19enne fosse consenziente.
Il 20enne resta in cella, dunque, mentre, come noto, nelle scorse settimane sono state respinte le istanze di revoca della misura cautelare presentate da tre coindagati: Angelo Flores, Gabriele Di Trapani e Christian Barone. L’unico minorenne all’epoca dei fatti, ossia il 7 luglio, data in cui è accaduto il reato, è tornato in penitenziario. Ai primi di settembre, il tribunale del Riesame dovrà stabilire se accogliere o meno le richieste di scarcerazione presentate dai legali Samuele La Grassa ed Elio Arnao. Presto, ulteriori aggiornamenti.