Silvia Radin, cugina di Liliana Resinovich, ha commentato le dichiarazioni di Sebastiano Visintin, marito della donna, rilasciate a Quarto Grado. Lo ha fatto rompendo il silenzio nello studio di Pomeriggio Cinque, con delle clamorose confessioni.
Ma andiamo con ordine. Visintin, intervistato a Quarto grado, si è dichiarato innocente , sostenendo di aver un alibi nell’arco temporale in cui a sua moglie è stata tolta la vita. La Radin, ha espresso a riguardo il suo punto di vista su Visintin, dicendo: «È lui che ha strumentalizzato il delitto di Liliana».
Lo ha accusato di aver manipolato il caso, ritenendo che le informazioni fornite dal fotografo, sarebbero dovute emergere già tre anni fa, insinuando che avesse avuto dei contatti con il figlio e che lo stesso Sebastiano fosse stato visto insieme a lui a Gorizia. La cugina di Liliana ha ribadito che Liliana non si sarebbe mai tolta la vita, in quanto non avrebbe mai fatto una cosa simile. Silvia Radin ritiene che il movente del delitto sia economico. Le confessioni di Silvia sono davvero molto forti, queste: “Lui ha dato 27.000 euro al figlio all’inizio di dicembre. 20.000 li aveva a casa”.
La cugina della Resinovich ha mostrato la sua perplessità riguardo il comportamento ambiguo, a suo dire, di Sebastiano che in tre anni non avrebbe mai parlato del decesso della moglie. Inizialmente parlava di gesto estremo mentre il giorno del funerale avrebbe concordato con una tv locale filmare la bara senza dire nulla al fratello di Liliana.
Le confessioni di Silvia sono indicative del fatto che quello di Liliana sia ancora un giallo e che la verità attorno al decesso della donna non sia ancora venuta fuori. Un giallo nel giallo, insomma, che continua a tenere i telespettatori col fiato sospeso.