Caso Federica Torzullo, la Bruzzone ci va giù pesante: "Vi sembra normale che…" (2 / 2)

Nonostante la confessione di Claudio Carlomagno per il delitto della moglie Federica Torzullo, le indagini proseguono serrate per sciogliere i molti nodi rimasti irrisolti. A sollevare interrogativi stringenti è la criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone, che in un’intervista a La Vita in Diretta (Rai Uno) ha espresso forti perplessità sulla ricostruzione fornita dall’indagato, arrivando a ipotizzare la possibile presenza di un complice.

«Non mi convince nulla di quanto raccontato», ha dichiarato Bruzzone, evidenziando incongruenze sia nei tempi che nel movente. L’esperta ha definito «poco plausibile» l’idea che Carlomagno abbia agito per il timore di perdere l’affidamento del figlio. Al contrario, ha sottolineato che Federica nutriva stima per il marito e non avrebbe mai tentato di allontanarlo dalla vita del bambino, smontando così uno dei capisaldi della sua difesa.

Proprio l’assenza di una premeditazione dichiarata rende il quadro ancor più complesso. Secondo la Bruzzone, l’ipotesi di un complice aiuterebbe a spiegare dinamiche altrimenti incomprensibili. In alternativa, bisognerebbe pensare a un delitto accuratamente pianificato, comprendente anche la preparazione della fossa dove è stato rinvenuto il corpo.

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Il racconto di Carlomagno viene bollato come «una narrazione distorta», finalizzata forse a minimizzare la responsabilità o a proteggere terze persone ancora nell’ombra. Numerosi dettagli concreti restano oscuri. L’arma del delitto, una lama che l’uomo afferma di aver gettato in un canale, non è mai stata ritrovata nonostante le approfondite ricerche. Bruzzone ha definito «surreale» la giustificazione secondo cui l’oggetto sarebbe servito per sturare un bidet.

Anche la presenza del padre di Carlomagno nella casa poco dopo il delitto è un elemento su cui gli inquirenti stanno indagando con attenzione. La Bruzzone ha infine collocato la tragedia nel solco del femminicidio, richiamando la recente introduzione dell’articolo 577-bis del codice penale. Le indagini proseguono per trasformare le ipotesi in prove certe.