
Il corpo di Federica Torzullo è stato rinvenuto sotto una coltre spessa di polvere e detriti. Il ritrovamento ha segnato il punto di non ritorno, confermando i timori più cupi e trasformando una speranza residua in una tremenda certezza. Ma è stato un particolare minuscolo, un oggetto rimasto attaccato a un polso, a dare un nome definitivo a quello scenario straziante, aprendo la strada a una verità che attendeva solo di essere urlata.
I Carabinieri hanno rinvenuto la salma di Federica Torzullo, sepolto sotto oltre due metri di terra all’interno del vivaio di famiglia ad Anguillara Sabazia. A permettere il riconoscimento immediato della donna sono stati alcuni indumenti rimasti intatti e, soprattutto, un braccialetto che la donna portava ancora al polso, segno indelebile della sua identità in mezzo a tanta distruzione.
Il responsabile del gesto, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, sarebbe il marito Claudio Carlomagno, 44 anni, che è stato prontamente fermato e condotto in cella. L’uomo, Stando alle prime ricostruzioni, al culmine di una lite divampata nella loro abitazione, situata non lontano dal luogo del ritrovamento; avrebbe colpito la moglie causandone il decesso. Successivamente, nel tentativo di nascondere ogni traccia del crimine, l’uomo avrebbe trasportato il corpo nel proprio vivaio, utilizzando un escavatore per scavare una fossa profonda e ricoprire la compagna con tonnellate di terriccio e scarti agricoli.

A far scattare le ricerche era stata la denuncia di scomparsa presentata dai familiari della donna, preoccupati per il suo silenzio prolungato. Le indagini della Procura di Civitavecchia si sono concentrate da subito sulle incongruenze nei racconti del marito, portando i militari a ispezionare palmo a palmo l’azienda agricola fino alla scoperta della mano che spuntava dal suolo, un dettaglio che ha posto fine a ogni messinscena.
In penitenziario, dove l’uomo si trova recluso per paura dell’inquinamento delle prove, altri detenuti avrebbero provato a colpirlo, dopo aver appreso della gravità del reato da lui commesso. Ricordiamo che, tra le mura della casa circondariale, vige da sempre un codice non scritto, che parla di pieno rispetto per donne e bambini, per cui il delitto commesso da Carlomagno, ha prodotto una rivolta da parte degli altri reclusi, ragion per cui ora è sotto stretta vigilanza. Il timore di ulteriori ritorsioni c’è ed è enorme.